L’AQUILA: CASE ALL’ESTERO, L’AVVOCATO DI CORDESCHI: ‘FIDUCIA IN MAGISTRATURA’

Autore dell'articolo: Elisa Marulli

4 Luglio 2013 12:36

L’AQUILA – “Il mio assistito non ha commesso i fatti contestati e siamo fiduciosi che la magistratura lo accerterà”.

L’avvocato Vincenzo Santucci, legale dell’ex city manager del Comune dell’Aquila Massimiliano Cordeschi commenta così la proroga di sei mesi dell’inchiesta della procura sulla presunta truffa con investimenti nell’Est europeo in immobili.

Il principale indagato è proprio Cordeschi, che contattato telefonicamente da Abruzzoweb sceglie di non rilasciare alcun commento.

La notifica della proroga delle indagini è stata disposta dal pubblico ministero, Simonetta Ciccarelli, e inviata ai 14 indagati lo scorso 24 giugno.

“Ancora non abbiamo ricevuto il provvedimento”, sottolinea l’avvocato Santucci, che su un’eventuale convocazione del suo assistito davanti ai giudici sceglie di mantenere il riserbo. “Non è corretto indicare gli stati del procedimento perché sono in corso le indagini”, chiarisce.

Solo dopo la notifica della proroga i nomi dei coinvolti, tra i quali medici imprenditori e politici, sono stati resi noti. Per loro il reato ipotizzato è di favoreggiamento.





A spiccare è il nome di Giuliano Di Nicola, 64 anni capogruppo in Consiglio comunale dell’Italia dei valori.

C’è poi il medico Antonio Cellini, 56 anni, Loreto Cordeschi di 44, Stanisa Eftoski (53), Riccardo Morelli (46), tutti dell’Aquila; Bruno Rinalduzzi di 68 anni di Roma, Simone Rinalduzzi (39) di Rieti, Giovanni Palumbo (70), Fabio Pezzopane (44), Valeria Bergamotto (54), Giancarlo Zarra (36), Marcellino Cimini (57). Per Carmen Ciocca, 42 anni di Roma ma residente all’Aquila, l’ipotesi di reato contestata è di truffa e raccolta abusiva di risparmio.

Gli inquirenti stanno cercando di fare luce sulle eventuali responsabilità degli indagati su questo presunto giro di denaro, la cui somma si aggirerebbe intorno al milione di euro. Le indagini sono portate avanti dai militari del Nucleo di polizia tributaria delle Fiamme gialle dell’Aquila, che stanno procedendo con verifiche fiscali sulle movimentazioni di danaro degli investitori.

Tutto sarebbe partito con una prima raccolta di fondi, con i quali secondo gli investigatori Cordeschi avrebbe effettuato investimenti nel ramo immobiliare e non solo.

La consegna delle somme sarebbe avvenuta tramite assegni, con la promessa di restituirle con interessi vantaggiosi suffragata da un assegno di importo superiore, di qualche migliaia di euro, ma post-datato. Ripetendo il meccanismo, si generava una sorta di plusvalenza fittizia anche di rilievo.

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