OFFERTA SPARISCE E POI RIAPPARE: E' QUELLA VINCITRICE, E SCATTA LO STOP ANNULLATO L'APPALTO DA 8,5 MILIONI CHE SI TRASCINAVA DA QUASI DUE ANNI

L’AQUILA: CASERMA VIGILI, SALTA IL BANDO LO STRANO CASO DELLA BUSTA ‘FANTASMA’

di Pierluigi Biondi

4 Marzo 2014 08:03

L'Aquila:

L'AQUILA – C'è un curioso caso di una busta smarrita e poi ricomparsa dietro la vicenda dell'annullamento della gara per la ricostruzione della caserma dei Vigili del fuoco dell'Aquila, un appalto da circa 8,5 milioni di euro.

La singolare vicenda è andata in scena a Roma nel corso della seduta conclusiva della commissione giudicatrice del provveditorato alle Opere pubbliche Lazio-Abruzzo-Sardegna, presieduta da Maria Lucia Conti, lo scorso 23 gennaio.

All'atto di aprire le offerte delle 51 aziende in lizza, la Conti si è accorta che ne mancava una, a quel punto si è assentata per circa un'ora senza portare con sé dei testimoni, almeno stando al racconto dei presenti, ed è riapparsa con in mano il plico “fantasma”.

Sfortuna ha voluto che proprio lì dentro ci fosse l'offerta della vincitrice, la Italiana costruzioni Spa, guidata dai fratelli Claudio, Attilio e Luca Navarra, con sede a Roma ma con un piede all'Aquila attraverso il Consorzio costruzioni Navarra & Patella.

La circostanza, unita al fatto dell'aggiudicazione con un ribasso minimo rispetto alla seconda classificata, il consorzio stabile Co.ge.rem, sempre secondo la versione dei fatti di chi c'era, ha scatenato un pandemonio, con minacce chiare di chiamata in causa della magistratura per l'andamento anomalo della gara.

Le riserve espresse da Co.ge.rem sulle procedure seguite e il prennuncio di un eventuale ricorso per le vie legali ha convinto il provveditore, Roberto Linetti, a fare tabula rasa e bloccare il tutto.

Linetti ha diplomaticamente motivato il provvedimento anche con la necessità di dover procedere all'aggiornamento degli atti progettuali alla nuova normativa antisismica sulle costruzioni con conseguente revisione dei prezzi.

Ma il vero motivo è da rintracciare nella singolarità dell'accaduto, che ha fatto molto clamore sia negli ambienti romani degli addetti ai lavori sia nel capoluogo abruzzese, per la presenza, tra le ammesse al rush finale, di una decina di imprese locali.

Si riapre, dunque, l'iter di una delle più importanti opere pubbliche del post-sisma, attesa soprattutto dal personale del corpo, costretto ad “appoggiarsi” alle strutture realizzate lungo viale Panella, di fronte al luogo che fino al 6 aprile 2009 ha ospitato il comando provinciale dei Vigili del fuoco.

Un appalto già al centro di contestazioni per i tempi biblici di espletamento: il bando, pubblicato nell'agosto 2012 dall'allora provveditore Donato Carlea, prevedeva come termine per la presentazione delle offerte il 27 novembre dello stesso anno.

Due mesi e mezzo dopo, precisamente il 18 febbraio 2013 sono cominciati i lavori della commissione, che si è riunita sette volte, fino al 5 luglio 2013. Quindi un vuoto di cinque mesi, finché si è giunti all'ottava convocazione, l'8 gennaio 2014, e infine la nona, quella del pastrocchio.

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA
    Articolo

    Ti potrebbe interessare: