L’AQUILA: CENTRO ACCOGLIENZA PER STRANIERI COME LAGER, 4 INDAGATI, BUFERA SU STRUTTURA ARISCHIA

17 Novembre 2022 09:06

L'Aquila - Cronaca

L’AQUILA – Scatta l’inchiesta della Procura  su un centro di accoglienza per stranieri, che forse tanto accogliente non era, nel quale ci sarebbero stati gravissimi episodi di maltrattamenti, minacce, botte, umiliazioni e quant’altro può avvenire dove non ci sono controlli.  Sta di fatto che, secondo quanto riporta il Messaggero, ci sono quattro indagati che, a  diversi livelli, gestivano quella struttura nella frazione di Arischia. I reati contestati, a vario titolo, sono rapina, lesioni, sequestro, maltrattamenti e falso.

Gli indagati sono   Giuseppe Nurzia di 46 anni e Daniele Nurzia di 45 anni, entrambi aquilani, nelle vesti di gestore e presidente della struttura Arischiaccoglie. Sono indagati anche   Kebba Conteh di 23 anni  del  Gambia e Richard Anemhen di 32 anni, nigeriano, entrambi domiciliati  nella  stessa struttura, nelle  vesti di  dipendenti  del centro.





Il primo episodio contestato a Giuseppe Nurzia e ai due stranieri riguarda il sequestro di un ospite pakistano (8  parti offese tra pakistani e afgani) fatto salire con forza, minacciato con un’ascia, ed incappucciato su un furgone per essere poi abbandonato nelle campagne di Bellante nel teramano .

Gli stessi per evitare che l’ospite chiedesse aiuto lo avrebbero picchiato e privato del proprio telefono cellulare. Gli indagati (anche con Daniele Nurzia) sono accusati di aver minacciato e aggredito  gli ospiti del centro di accoglienza.

Contestate ripetute vessazioni morali e fisiche, con ospiti  schiaffeggiati,  denigrati  davanti gli altri ospiti con epiteti  pesantissimi.   Nessuno poteva  uscire dal Centro, ed era impedito agli stranieri   di  sottoporsi a visite mediche o cure, somministrando loro  cibo di scarsa qualità e in misura ridotta.





Non solo. Gli ospiti sarebbero stati privati dal kit di prima assistenza previsto in convenzione con la Prefettura dell’Aquila: abbigliamento, scheda telefonica, materiale didattico per lo studio della lingua italiana, biancheria intima, sapone dentifricio, spazzolino, prodotti per l’igiene personale.

Sempre secondo l’accusa, gli immigrati sarebbero stati costretti a pulire il piazzale e le parti comuni del Centro. Addirittura tre ospiti  sarebbero stati costretti a dormire all’addiaccio  nel  parco del Castello come punizione per essersi recati in Questura per denunciare la scomparsa del loro amico senza aver chiesto il permesso ai responsabili del centro.

Infine il solo Giuseppe Nurzia è accusato di aver redatto verbali di falsi allontanamenti volontari degli ospiti alla Prefettura dell’Aquila,  ma per il pm  gli stessi sarebbero stati  cacciati dagli indagati in malo modo.

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