L’AQUILA: CHIUDE LO STORICO BAR DI ‘PITO”, UN PEZZO DI STORIA DELLA CITTA’ E DEL CALCIO

Autore dell'articolo: Elisa Marulli

26 Maggio 2013 10:35

L’AQUILA – Mancheranno a tutti gli aquilani quei caffè sorseggiati con calma, tra uno sguardo al giornale e una risata, scoppiata grazie alle innumerevoli barzellette raccontate da Luciano Pitone, il proprietario dello storico bar che ha chiuso dopo 50 anni di attività.

Saracinesche che si abbassano su un pezzo di storia della città, quella legata alla vita del centro storico. Il locale infatti non è sempre stato in viale della Croce Rossa.

Il 20 novembre del 1963 aprì in via Fontesecco, anzi “all’ultimo numero civico di via Sallustio, il numero 119”, come ama precisare il signor Pitone.

Un piccolo bar, che ogni mattina aiutava gli aquilani a svegliarsi e a prendere la carica per affrontare la giornata. Ma senza alcuna frenesia, anzi.

“Il bar è comunicazione – spiega Luciano – entra ogni giorno tanta gente e tra cliente e barista ci deve essere libertà di parola, un continuo scambio. Mi definisco un ‘cacciaparole’”.

Uno stile del tutto particolare quello del signor Pitone, chi lo conosce bene lo sa. Un fare sempre cortese e di classe,  una maniera di intrattenere i clienti allegra, ma sempre garbata.

Aprì il locale insieme a Nello, suo padre, che nella vita aveva fatto il cameriere, lavorando anche in Svizzera.






“La licenza ce l’ha venduta il proprietario del bar K2, che si trovava nel Corso stretto dopo tabaccheria Sparano, dove prima del terremoto c’era l’oreficeria Cardilli”.

“Il 9 marzo 1986 l’attività viene trasferita in viale della croce Rossa”, racconta Luciano, che ama raccontare scandendo gli eventi con date precise, proprio lui che può vantare una data di nascita storica: 25 aprile 1945.
 
Da 27 anni L’Aquila bar si trova nella zona che per tutti gli aquilani è la “rotonda”: qui infatti fu realizzata la prima rotatoria che L’Aquila ricorda.

“Inaugurammo il nuovo locale di giovedì, ma non per qualche scaramanzia, ma solo perché era il giorno di chiusura dell’altro bar che si trovava nelle vicinanze”.

Nalla nuova location il bar divenne il punto di riferimento di tifosi ma anche calciatori della squadra aquilana. “Questo era il covo dell’Aquila Calcio, specialmente dal ‘90 al ‘94 quando la squadra tornò in serie C. Eravamo una famiglia. Ci si vedeva la sera, i giocatori ci venivano a trovare. I rapporti si sono stretti tanto che molti di loro mi fanno ancora gli auguri di Natale e Pasqua”.

Oggi i tempi sono drasticamente cambiati e se prima c’erano solo due bar, oggi nelle vicinanze ne sorgono tantissimi che dopo il terremoto si sono ricollocati tra il viale della Croce Rossa e Corrado IV.

L’epoca è difficile, la concorrenza spietata e il bar di Pitone è stato chiuso. Ma l’energia e il sorriso di Luciano non si spengono neanche quando si abbassano definitivamente quelle saracinesche.

Un pezzo della storia dell’Aquila resta custodito dietro quel bancone, ne siamo sicuri. Ora è tempo di godersi la pensione “seppur misera”, come dice lui, insieme alla moglie Anna, circondato dall’affetto dei suoi figli Fabiana, Daniele e Claudia.

Ora è anche il momento di godersi finalmente un caffè, continuando a fare il ‘cacciaparole’, magari servito lui, questa volta, da chi saprà conquistarsi il racconto delle sue celebri barzellette.

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