L’AQUILA: CIALENTE, ”DOPPI INCARICHI A DESTRA” E LANCIA SANTANGELO

8 Luglio 2013 09:31

L’AQUILA – Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, torna sulla questione delle incompatibilità e delle ‘poltrone multiple’ di consiglieri e assessori e sulla polemica per la delega alla Cultura che ha tenuto per sé.

Lo fa, come ormai è sempre più sua consuetudine, sul social network di Facebook.

In particolare, nel lungo ‘post’, il primo cittadino sottolinea come anche alcuni consiglieri comunali del centrodestra abbiano incarichi anche in Provincia, oltre a svolgere attività professionale privata.

Fa i nomi di Luigi D’Eramo, Guido Liris e Roberto Tinari, che “se si dimettessero” farebbero posto a “dei giovani, ad esempio Roberto Santangelo“.

Nei mesi scorsi, Cialente fu criticato per la scelta di essere tornato in sevizio come medico alla Asl: fu definito un “sindaco part-time”, e il consigliere comunale Vincenzo Vittorini arrivò a chiederne le dimissioni. (e.m.)

LA NOTA DI CIALENTE

Alcuni nei mesi scorsi hanno montato una polemica pesantissima nei confronti di Stefania Pezzopane per il doppio incarico di assessore e senatore. In prima fila appello per L’Aquila e di Cesare (Ettore, ndr) che in ogni Consiglio comunale si alzava e ribadiva con forza il concetto. Perché gli stessi, soprattutto una certa sinistra, non solleva il problema che abbiamo Liris (Guido, ndr), assessore provinciale e consigliere comunale, D’Eramo (Luigi, ndr), assessore comunale e provinciale, Tinari (Roberto, ndr), assessore con delega delicatissima alla provincia, vale e dire l’urbanistica e la ricostruzione, consigliere comunale.

Inoltre Liris fa anche il medico e Tinari l’avvocato. D’Eramo che io sappia non ha lavoro. Tra l’altro se si dimettessero entrerebbero dei giovani, ad esempio Roberto Santangelo, che mi sembra un giovane che vuol fare. Il problema sono i doppi incarichi o è Stefania, nel senso che la politica di una certa sinistra e il tentativo di erodere voti a noi?




Leggo polemiche sulla delega alla cultura al sindaco. A parte il fatto che il sindaco ha anche altre deleghe, esempio quella delicatissima alle aziende comunali, ma che mi si chieda di nominare un altro assessore e tipico di chi parla senza sapere. Avrei bisogno, per sopravvivere di almeno altri due assessori, ma la legge lo impedisce. Chiunque fosse in buonafede capirebbe l’enorme lavoro che stiamo svolgendo. Rispetto a tutte le Altre città, oltre la normale amministrazione abbiamo da ricostruire un tessuto sociale, economiche e le case di una intera città. La cultura quindi, per una serie di motivi, anche di continuità, resta per ora a me.

Mi si rimprovera di lavorare la sera, dopo le 18.30 alla Asl. Sono pronto a discutere di come possa riuscire a conciliare i due impegni, ma se permettete solo con chi conosce e capisce i miei impegni, vale a dire con chi ha a lavorato o lavora almeno 10 ore al giorno. Poi vediamo cosa ha fatto o fa nel resto del giorno. Potrei ricevere dei consigli!

 

DI CESARE (APL): ”CRITICATO DOPPIE NOMINE SIA A DESTRA CHE A SINISTRA”

“Come è risaputo Appello per L’Aquila è stato sempre allergico a tutti i doppi e tripli incarichi di qualsiasi colore essi siano”.

Lo dichiara ad AbruzzoWeb il capogruppo in Consiglio comunale di Appello per L’Aquila Ettore di Cesare, che precisa “Con ripetuti interventi stigmatizzammo a suo tempo le doppie poltrone della senatrice Stefano Pezzopane e dei consiglieri Giorgio De Matteis, Guido Liris e Luigi D’Eramo. Oggi aggiungiamo anche il consigliere Roberto Tinari, da poco nominato anche assessore provinciale”.

“In una nota pubblicata dalla vostra testata il sindaco Cialente si lamenta del fatto che non avrei mai sollevato i doppi incarichi a destra, ma solo quelli della Pezzopane. La cosa è, al solito, platealmente falsa – specifica il capogruppo – In ultimo per precisare che le nostre azioni mirano a un reale rinnovamento della politica, per cui i doppi incarichi sono tra le prime cose da estirpare, e alla ricostruzione della nostra città, non certo ad erodere voti a chiccessia. Chi pensa questo evidentemente ha radicato nel dna questo modo di pensare e di agire. Proprio quello che combattiamo ogni giorno”.

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