L’AQUILA CITTA’ CHE CAMBIA: UN FRUTTIVENDOLO IN STILE SOUK EGIZIANO SPUNTA A SANTANZA

Autore dell'articolo: Loredana Lombardo

23 Settembre 2016 12:30

L’AQUILA – Profumo di Medio Oriente all'Aquila, dove nel quartiere Santanza ha da qualche giorno aperto i battenti un negozio di frutta e verdura che ricorda tanto i souk.

Aperto dall'alba a tarda sera, è gestito da due fratelli egiziani e ha preso il posto dello storico bar di Luciano Pitone su viale Croce Rossa, che da qualche anno ha abbassato per sempre le saracinesche.

“Stella di frutta”, questo il nome, appare come la bottega di una volta.

“Lavoriamo nell’ambito della frutta e della verdura da sempre – raccontano ad AbruzzoWeb Mimmo e Mohammad Hegakida, 20 e 21 anni – da quando eravamo poco più che bambini, ma sempre sotto padrone, e non ci sembra vero di aver realizzato questo sogno, avere il nostro bel negozio che spero ci dia grandi soddisfazioni”.

Approdati all'Aquila dopo un lungo peregrinare in giro per l'Italia, hanno messo su un negozio semplice, ordinato, dove a fare da padroni sono i colori e i profumi di ortaggi e frutti di ogni tipo che strabordano dalle cassette: dalla classica uva, alle pesche succose, passando per tocchi esotici che ricordano il loro Paese tapioca, papaya, mango e avocado.

La cosa che stupisce non è solo l'ordine e la cura quasi maniacale per la pulizia e l'accostamento cromatico, ma sono i prezzi, assolutamente concorrenziali: come racconta Mimmo, “siamo convinti che riusciremo ad affermarci bene, i prodotti sono freschissimi, da noi scaricano tutte le mattine, compresa la domenica”.

“La frutta per noi non ha segreti – aggiunge Mohammad – la vendiamo da quando eravamo poco più che bambini, da noi la vita è sempre stata dura, non c’era tanto spazio per i giochi, bisognava dare una mano a casa, portare quei soldini che non bastavano mai”.

Poi la situazione interna egiziana, i risvolti politici, le guerre, gli attentati di cui non sempre le televisioni hanno danno notizia, li hanno costretti ad andare via, a scappare, cercando altrove il proprio futuro.





“Nostro padre – continuano – vive in Italia dagli anni ’90, è sempre rimasto a Trieste dove ha trovato lavoro all'inizio, noi lo abbiamo raggiunto nel 1995, dopo aver messo da parte i soldi per il viaggio”.

Lasciare tutto, famiglia, affetti, abitudini per loro non è stato un problema: “Siamo abituati alla fatica, a spostarci per lavorare, non abbiamo mai chiesto niente a nessuno, cerchiamo di fare con le sole nostre forze”.

Sono giovanissimi, eppure sentendoli parlare, sembra davvero che di vita ne abbiano vissuta già tanta.

“Fino all’anno scorso abbiamo lavorato a Chieti – racconta Mimmo – poi siamo arrivati qui, questa zona ci sembra ottima, c’è tanta gente, passano tante macchine, e poi il grande parcheggio qui vicino, abbiamo aperto da pochissimi giorni e di persone a curiosare e comprare ne sono venute molte”.

Mai nessun problema di integrazione, per i due intraprendenti ragazzi: “Non siamo mai stati additati, non abbiamo subito odio o violenza per la nostra origine della quale siamo molto fieri, siamo sempre stati accolti bene ovunque, anche perché siamo venuti in Italia solo per lavorare, per costruirci un futuro sereno”.

Non solo frutta e verdura, ma anche tanta musica nel souk aquilano, che “tiene allegri anche i clienti”.

La nostalgia per l’Egitto c’è, soprattutto per Mohammed che lì ha una moglie e un bambino di 2 anni, che sta cercando di far venire in Italia.

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