L’AQUILA, CITTADINANZA ONORARIA A LILIANA SEGRE. ANPI E CENTROSINISTRA: “SINDACO RISCRIVE LA STORIA”

27 Ottobre 2021 16:24

L'Aquila: Politica

L’AQUILA – In merito alla cittadinanza a Liliana Segre annunciata ieri dal Comune dell’Aquila, l’Anpi e le forze di centrosinistra contestano la mozione proposta perché il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi,  “nonostante il Consiglio comunale avesse già approvato una Mozione il 12 febbraio 2020, ha deciso di scrivere ieri una nuova, incomprensibile Delibera”.

A firmare la nota, oltre all’Anpi,  Americo Di Benedetto, Emanuela Iorio, Tonino Nardantonio, Elia Serpetti (Il Passo possibile); Stefano Palumbo, Stefano Albano (Partito Democratico); Paolo Romano, Elisabetta Vicini (Italia Viva); Giustino Masciocco (Articolo1); Annalucia Bonanni (Coalizione sociale); Lelio De Santis (Cambiare insieme); Angelo Mancini (Sicurezza Lavoro); Edlira Banushaj (Consigliera straniera); CGIL, Bottega Futuro, ARCI provinciale e Circolo Querencia, Movimento giovanile della Sinistra, Partito Democratico, LIBERA, Rifondazione comunista, L’Aquila coraggiosa, Casematte/3e32, Potere al popolo, ANPPIA.

Nella Delibera, dicono, “sembra che non si stia parlando della storia d’Italia, della guerra, dello sterminio degli Ebrei, delle Leggi razziali del fascismo che condannarono la Segre bambina a una feroce prigionia a cui è miracolosamente scampata e condannarono con lei migliaia di persone – ebrei, rom, oppositori politici, omosessuali, disabili – alla tortura e alla morte. Non esistono campi di concentramento, la violenza, la fame a cui il ventennio costrinse gli italiani. Nelle nove pagine del provvedimento si parla vagamente e ipocritamente di “regimi totalitari” europei, si citano prevalentemente i crimini del comunismo e quasi di passaggio quelli del nazismo. E mai – mai – si nomina il fascismo, il regime responsabile delle sofferenze della Segre, che è stata la pagina più vergogna, vile e crudele di cui l’Italia si è macchiata nella sua storia”.

Nella nota l’Anpi e i gruppi d’opposizione e le associazioni che si sono associati spiegano “con indifferenza e a sfregio della circostanza che richiedeva ben altro rispetto per la figura di Liliana Segre, il Sindaco dell’Aquila vuole riscrivere la storia d’Italia e, tra negazionismo e revisionismo, ignora i crimini del fascismo (parola che proprio non riesce a pronunciare) e nella motivazione usa una formula che finisce per disconoscere la vita della Segre, la sua lunghissima silenziosa sofferenza e poi la sua scelta coraggiosa di raccontare la ferocia nazifascista. Una onorificenza così solenne – che deve riconoscere il valore storico e umano di chi la riceve – spetta al Consiglio Comunale che ha già votato una Mozione e che l’ufficio di Presidenza deve tradurre in atti d’intesa con i Capigruppo: perciò la Delibera 443/2021 è irricevibile anche sul piano procedurale. Il Sindaco ritiri la sua Delibera: Liliana Segre, vittima del fascismo, è testimone dei valori di dignità, civiltà e umanità: ed è così che merita di essere onorata come cittadina dell’Aquila”.

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