L’AQUILA: COOPERATIVA VERDEAQUA NUOVI ORIZZONTI, TEMPESTA (FIALS), ”200 LAVORATORI SENZA STIPENDIO”

9 Gennaio 2020 09:52

L'AQUILA – “I dipendenti della Cooperativa Verdeaqua Nuovi Orizzonti scrl onlus, circa 200 lavoratori, addetti all’assistenza agli anziani ultrasessantacinquenni, all’assistenza domiciliare ai portatori di handicap, all’assistenza ADI per la pulizia di ambienti ed igiene personale, assistenza scolastica a disabili ed appoggio all’insegnante di sostegno, sono nell’avvilimento totale perché gli emolumenti dovuti per le mensilità di novembre e dicembre 2019 nonché la tredicesima mensilità ancora non sono stati liquidati”. 

È quanto denuncia la Confsal, che in una nota firmata dal segretario Generale Provinciale Fials, Simone Tempesta, aggiunge: “Come se ciò non bastasse, già negli anni passati la Cooperativa Verdeaqua Nuovi Orizzonti non ha pagato le tredicesime spettanti e, nonostante il Giudice del Lavoro abbia riconosciuto e confermato il legittimo diritto alla percezione delle 'gratifiche natalizie', questi sfortunati lavoratori, ad oggi, ancora non vedono corrispondersi il dovuto, né per quest’anno né per gli anni pregressi – prosegue il sindacalista – È da sottolineare che gli addetti operano su tutto il territorio aquilano e raggiungono gli assistiti nelle loro dimore spesso molto distanti tra loro con mezzi propri per effettuare prestazioni della durata di circa 1 ora e capita assai spesso che in una sola mattina l’operatore debba effettuare la prima prestazione a Pettino, la seconda a Genzano di Sassa, la successiva ad Arischia per poi tornare a Genzano e terminare a Roio, il tutto percorrendo molti chilometri senza percepire rimborso”. 





“Si consideri che stiamo parlando di una delle più importanti cooperative sociali con sede sul territorio cittadino. Permanendo così la situazione, i lavoratori, saranno loro malgrado costretti a porre in essere azioni significative a tutela delle loro ragioni e dei propri ineludibili diritti senza escludere scioperi e nuovi ricorsi all’autorità giudiziaria”, conclude. 

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