NELL'ISTITUTO MORIRONO TRE MINORENNI, UNO ITALIANO E DUE STRANIERI

L’AQUILA: CROLLI AL CONVITTO NAZIONALEINIZIA PROCESSO PER PRESIDE E DIRIGENTE

28 Gennaio 2011 08:43

L’AQUILA – Inizia quest’oggi il primo processo inserito nel filone delle inchieste legate ai crolli del terremoto del 6 aprile 2009.

Davanti al giudice unico del tribunale dell’Aquila Giuseppe Grieco, compariranno gli imputati per le morti avvenute all’interno del Convitto nazionale: si tratta del preside della struttura, Livio Bearzi, e il dirigente della Provincia dell’Aquila, Vincenzo Mazzotta, entrambi accusati di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni gravi.

Tutte giovanissime le vittime. A causa dei crolli persero la vita Luigi Cellini, 15 anni di Trasacco (L’Aquila), e due ragazzi di nazionalità straniera, Ondreiy Nouzovsky, 17 anni, e Marta Zelena, 16.

Agli accusati viene contestata la mancata ristrutturazione dell’edificio, risalente a circa un secolo fa, e l’inesistenza di un piano per la sicurezza; al preside viene poi contestato di non avere fatto evacuare i ragazzi dalla struttura situata a pochi metri da Piazza Palazzo, in pieno centro storico.

Gli imputati, dal canto loro, rigettano le accuse. I fondi per l’adeguamento sismico del vecchio edificio non c’erano nelle casse della Provincia (proprietaria della struttura) nè nessun altro ente a messo a disposizione le eventuali somme necessarie, mentre per il preside Bearzi  l’unica persona in grado di far chiudere l’istituto era il sindaco.

Legali e Pm questa saranno impegnati nella formulazione delle eccezioni preliminari e altre incombenze probatorie.

Non è escluso che si possa avere un primo assaggio dello scontro tra le parti, con il pm Fabio Picuti da una parte e i gli avvocati Paolo Enrico Guidobaldi, Paolo Mazzotta, Antonio Mazzotta e Lino Nisii dall’altra, mentre le parti civili saranno rappresentate dai legali Antonio Milo e Roberto Verdecchia.

Circa un centinaio i testimoni che potranno alternarsi in aula o che, per lo meno, sono stati citati come teste: si va dal ministro per l’istruzione Maria Stella Gelmini a al collega alle infrastrutture Altero Matteoli, da esponenti della politica locale come il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e l’attuale assessore del capoluogo e presidente della Provincia all’epoca dei fatti, Stefania Pezzopane.

Chiamati a testimoniare anche il giornalista Marco Travaglio, esponenti della commissione Grandi rischi e lo studioso di terremoti Giampaolo Giuliani.

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