L’AQUILA, DIMISSIONI FABRIZI E PICCININI: “ARROGANZA DI CHI PENSA CHE SIA CONSENTITO TUTTO”

1 Marzo 2021 17:27

L’AQUILA – “Quando un assessore rassegna le proprie dimissioni dovrebbe quantomeno fornire alla città un report dei risultati raggiunti, soprattutto quando, come nel caso di Vittorio Fabrizi o Alessandro Piccinini, entrambi assessori dimissionari della Giunta Biondi, si chiedono e ottengono ruoli ‘compensativi’ per lasciare libera la poltrona ad altri equilibri politici. Certo, di fronte ad un elenco assai misero delle cose fatte vacillerebbero alcune mitizzazioni rispetto alle quali tutto appare lecito”.

Lo scrivono, in una nota, Paolo Romano e Stefano Palumbo, rispettivamente capogruppo Iv  e capogruppo Pd al Consiglio comunale dell’Aquila, dopo l’ingresso in Giunta del nuovo assessore Vito Colonna, subentrato al dimissionario Vittorio Fabrizi, che ha preso servizio presso la struttura commissariale che sovrintende ai processi di ricostruzione dei territori colpiti dal sisma del Centro Italia.

“L’ingegner Fabrizi, dopo un’incolore esperienza politica – sottolineano -, sarà infatti accolto nella Struttura Tecnica di Missione per il sisma 2016 mentre Piccinini, nominato un anno e mezzo fa come commissario liquidatore di Euroservizi Spa, in sordina, ha rassegnato le sue dimissioni proprio in questi giorni anche da quel ruolo, senza chiaramente aver risolto la problematica dei nove dipendenti che da ben quarantadue mesi sono senza stipendio”.

“In riferimento a Fabrizi, descritto dal sindaco Pierluigi Biondi come deus ex machina eppure sostituito in un batter d’occhio da Vito Colonna nelle deleghe più delicate che possa vantare una pubblica amministrazione dopo un sisma, non vorremmo invece siano fondate le notizie che vedrebbero lo stesso assunto tramite Fintecna, società per azioni di Cassa Depositi e Prestiti, al solo scopo di provare ad aggirare la legge Madia che vieta incarichi ed emolumenti ai pensionati. Quello che è certo, e che lascia amarezza, è la disinvoltura con cui alcuni amministratori si rapportano con la cosa pubblica, non con lo spirito di servizio che la drammaticità del momento e un minimo di etica imporrebbe ma con l’arroganza di chi pensa che alla politica sia tutto consentito, persino calpestare la dignità dei lavoratori della società Euroservizi e della cooperativa Verdeaqua che, di questi atteggiamenti, ne hanno fatto purtroppo le spese”, chiosano Romano e Palumbo.

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