L’AQUILA: DISCARICA A MONTICCHIO. ETERNIT, COPERTONI E MATERASSI

di Annalisa Casciani

11 Ottobre 2011 08:00

L’AQUILA – Ancora non è stata risolta la situazione degradante della discarica abusiva, vero “cimitero monumentale” fatto di materassi, copertoni, residui di legname, elettrodomestici, vasche da bagno e, purtroppo, adesso anche di amianto, nel nucleo industriale di Monticchio (L’Aquila), vicino alla Morini Rent, che nonostante le tante proteste dei cittadini e la denuncia di Abruzzoweb, non è stata ripulita, anzi a quanto pare continua ad aumentare indisturbata.

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Tra la robaccia marcia e quasi disfatta dalla pioggia, dove ci si può sedere, non troppo comodamente, su un vecchio sofà lercio, fare un bel bagno nella vasca di casa abbandonata e scrostata, rifarsi un treno di gomme squarciate per la macchina, si può anche toccare con mano, tanto giace sul ciglio della strada, e respirare dell’eternit, impacchettato e abbandonato.

L’imballo con tanto di striscia rossa e segnale di pericolo con scritto “Attenzione contiene amianto. Respirare polvere d’amianto è pericoloso per la salute. Seguire le norme di sicurezza”, è alla portata di chiunque e le leggi prevedono che questo genere di rifiuti venga smaltito immediatamente e con procedure specifiche.

Tutti sanno quanto sia pericoloso l’amianto per la salute e quanto sia delicato questo tema all’Aquila, dove di amianto da smantellare ce n’è a tonnellate.




La discarica abusiva è diventata, oggi, quotidiana routine per chi sta ristrutturando casa e con l’occasione vuole rinnovare la mobilia, cambiarsi il materasso logorato dagli anni, rifare i sanitari del bagno, perché le mode passano e una casa ristrutturata vuole essere arredata all’ultimo grido.

Il problema è destinato a intensificarsi con l’aumentare dei cantieri, le autorità preposte al controllo dello smaltimento dei rifiuti speciali e tossici dovrebbero controllare a tappeto l’intero territorio aquilano e dei paesi limitrofi, per impedire l’abbandono indistinto di materiali che sono altamente inquinanti e nei casi più gravi un veleno per le persone.

Purtroppo nei cantieri si producono rifiuti di ogni tipo: eternit, plastica, ferro, laterizi, per non parlare della mobilia vecchia e spesso danneggiata dal terremoto, e l’avvio a discarica va controllato in modo adeguato per impedire che operai e proprietari optino, invece, per lo smaltimento celere, l’abbandono indiscriminato dove capita.

La L’Aquila dei cantieri e dei lavori di ricostruzione va vigilata, perché il nostro bel territorio va protetto dagli stessi aquilani, e ognuno nel suo piccolo è una potenziale minaccia, con i suoi rifiuti, per la salubrità della vita di tutti.

Soltanto un controllo mirato può prevenire l’eventualità che la città diventi una pericolosissima discarica a cielo aperto. 

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