L’AQUILA: DOMANI MESSA STAZIONALE NELLA CHIESA DI SAN SILVESTRO, CELEBRA CARDINAL PETROCCHI

30 Dicembre 2020 10:47

L’AQUILA – Giovedì 31 dicembre,  il Cardinale Arcivescovo Giuseppe Petrocchi presiederà, con inizio alle ore 18,00 nella Chiesa di San Silvestro nel centro cittadino dell’Aquila, la Santa Messa Stazionale, al termine della quale, con il canto del Te Deum, l’antico inno di ringraziamento della Chiesa Cattolica, pregherà con la Comunità Diocesana per ringraziare e lodare il Signore per i benefici ricevuti nel corso dell’anno trascorso e per le vittime e gli ammalati in particolare a causa della pandemia così come per coloro che sono impegnati per debellarla.

“Desidero raggiungere, con l’affetto e la preghiera, le persone colpite dal contagio e le loro famiglie – ha scritto il Cardinale nel suo messaggio alla Comunità ecclesiale e Civile. – in particolare, affidiamo al Signore le vittime dell’epidemia e i loro cari. Una vicinanza speciale voglio assicurarla a tutti coloro che vedono compromesso il loro lavoro e quanti faticano a vivere per ristrettezze di ogni tipo.

Esprimo la mia commossa riconoscenza a quanti si prodigano, a vario titolo, per fronteggiare l’emergenza Covid-19, testimoniando generosità e abnegazione, spesso in grado eroico.




Il Figlio-fatto-uomo ha immesso il divino nell’umano, l’eternità nel tempo, l’assoluto nel limite, la luce nell’ombra. Così ha “deposto” nella esistenza di ciascuno di noi significati straordinari e potenzialità inaudite: poiché a coloro che Lo accolgono – cioè a quelli che corrispondono al Suo dono immenso – “ha dato potere di diventare figli di Dio” (Gv 1,12).

In Gesù ci è data la “Verità tutta intera” (Gv 16,13) e la grazia che fa pulsare il nostro cuore con gli stessi battiti del Cuore del Signore (cfr. Rm 5,5).  Maria, Donna del Natale, ci aiuti a fare, ogni giorno di più, questa lieta “scoperta”.  Nel Suo “si”, vissuto personalmente e insieme, siamo resi certi che niente e nessuno può toglierci la pace; anzi, se rimaniamo nella volontà di Dio, tutto può concorrere al nostro bene (cfr. Rm 8, 28) e farci costruttori di una “nuova umanità” (cfr. Ef 2,15).

 

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