PAPA FRANCESCO APRE PORTA SANTA DI COLLEMAGGIO. “L’AQUILA SIA OGNI GIORNO CAPITALE DEL PERDONO”

DIRETTA VIDEO, FOTOGALLERY E CRONACA MINUTO PER MINUTO DELLA STORICA VISITA PASTORALE NEL CAPOLUOGO ABRUZZESE PER LA PERDONANZA CELESTINIANA. "CELESTINO V È STATO L'UOMO DEL SÌ" "PER RICOSTRUZIONE IMPEGNO COLLETTIVO, JEMO 'NNANZI!", "RESTAURO CHIESE MERITANO ATTENZIONE PARTICOLARE", IL SALUTO AI FAMILIARI VITTIME DEL SISMA, "LA MORTE NON PUO' SPEZZARE L'AMORE"

28 Agosto 2022 10:41

L'Aquila - Gallerie Fotografiche, Perdonanza 2022

L’AQUILA –  Tre colpi di bastone, d’ulivo del Getsemani e Papa Francesco ha aperto la Porta Santa della basilica di Collemaggio a L’Aquila, il primo pontefice nella storia che ha attraversato quel varco, che si spalanca una volta l’anno, per cuori sinceramente pentiti, in cerca di perdono e di pace. Nel momento più alto e solenne della Perdonanza celestiniana. Prima di lui sono venuti a L’Aquila, Papa Giovanni Paolo II, nel 1980, e Papa Benedetto XVI, nel 2009, dopo il devastante terremoto, ma non per la Perdonanza istituita dal santo eremita Pietro da Morrone che è diventato Papa nell’agosto del 1294 per poi dimettersi dopo solo sei mesi.

“Apritemi le porte della giustizia” , ha detto il Pontefice prima dell’apertura, secondo la preghiera rituale, a cui viene risposto: “Voglio entrarvi e rendere grazie al Signore”. “È questa la porta del Signore” ha detto ancora il Papa per sentirsi rispondere: “Per essa entrano i giusti”. Dunque, le parole finali: “Entrerò nella tua casa, Signore”, a cui è stato replicato: “Mi prostrerò in adorazione del tuo santo tempio”.

Papa Francesco ha attraversato la porta in piedi, poi è tornato poi a sedersi sulla sedia a rotelle, e si è raccolto il preghiera davanti le spoglie di Celestino V.

Un giorno storico, epocale, per L’Aquila e la Perdonanza, in cui il Papa ha abbracciato, nella prima tappa della visita pastorale, a piazza Duomo, anche i terremotati dell’Aquila a tredici anni da quel tragico sisma in cui persero la vita 309 persone “invitando a fare tesoro del dolore”, e a pensare ad un impegno per la ricostruzione “lungimirante” e che veda la collaborazione di “tutti, tutti insieme”.

Nell’omelia della Messa di Collemaggio, è arrivata dal Pontefice l’epocale consacrazione della Perdonanza.

“L’Aquila sia un tempio del perdono, non solo una volta all’anno, ma sempre, tutti i giorni. È così, infatti, che si costruisce la pace, attraverso il perdono ricevuto e donato”, ha detto papa Francesco.

“L’Aquila, da secoli, mantiene vivo il dono che proprio Papa Celestino V le ha lasciato. È il privilegio di ricordare a tutti che con la misericordia, e solo con essa, la vita di ogni uomo e
di ogni donna può essere vissuta con gioia”. “L’Aquila sia davvero capitale di perdono”, ha aggiunto il Papa.

Sottolineando poi, tornando a Celestino V: “Erroneamente ricordiamo la figura di Celestino V come ‘colui che fece il gran rifiutò, secondo l’espressione di Dante nella Divina Commedia; ma Celestino V non è stato l’uomo del ‘no’,  è stato l’uomo del ‘sì’. Infatti, non esiste altro modo di realizzare la volontà di Dio che assumendo la forza degli umili. Proprio perché sono tali, gli umili appaiono agli occhi degli uomini deboli e perdenti, ma in realtà sono i veri vincitori, perché sono gli unici che confidano completamente nel Signore e conoscono la sua volontà”.

Il Papa ha chiesto, con un pensiero all’Ucraina e alle guerre che rinsanguinano il mondo, di abbracciare la “rivoluzione” del Vangelo e la libertà che ne deriva.

“Troppe volte si pensa di valere in base al posto che si occupa in questo mondo. L’uomo non è il posto che detiene, ma è la libertà di cui è capace e che manifesta pienamente quando occupa l’ultimo posto, o quando gli è riservato un posto sulla Croce. Il cristiano sa che la sua vita non è una carriera alla maniera di questo mondo, ma una carriera alla maniera di Cristo, che dirà di sé stesso di essere venuto per servire e non per essere servito”.

“Finché non comprenderemo che la rivoluzione del Vangelo sta tutta in questo tipo di libertà – ha avvertito Papa Francesco -, continueremo ad assistere a guerre, violenze e ingiustizie, che altro non sono che il sintomo esterno di una mancanza di libertà interiore. Lì dove non c’è libertà interiore, si fanno strada l’egoismo, l’individualismo, l’interesse, la sopraffazione”.

“Senza di voi non sarei riuscito ad entrare”. È il complimento rivolto da papa Francesco ad otto operai del comune dell’Aquila che in qualche secondo hanno montato la passerella per evitare che il pontefice oltrepassasse la Porta Santa della Basilica di Collemaggio.

La passerella è stata montata con le telecamere che hanno alzato per un attimo la inquadratura. Quindi l’azione è stata fulminea. Francesco una volta oltrepassata a piedi la Porta Santa è stato svestito degli abiti indossati per la occasione e poi fatto risedere nella sedia a rotelle.

Successivamente, ha pregato davanti le spoglie di Celestino V prima di uscire a salutare di nuovo con il pollice alzato e con uno sguardo riconoscente il gruppo di operai rimasti all’interno della basilica di Collemaggio.

Papa Francesco è dunque ripartito dall’Aquila in elicottero da Piazza d’Armi per fare ritorno a
Roma.

Grande emozione anche per la prima tappa della visita pastorale a piazza Duomo, dove Francesco ha salutato le vittime del sisma del 2009 e ha visitato il duomo di San Massimo, ancora terremotato.

Per la ricostruzione post-terremoto all’Aquila il Papa ha auspicato “collaborazione”, “sinergia” e “un impegno lungimirante”.

“La rinascita personale e collettiva è dono della Grazia ed è anche frutto dell’impegno di ciascuno e di tutti. È fondamentale attivare e rafforzare la collaborazione organica, in sinergia, delle istituzioni e degli organismi associativi: una concordia laboriosa, un impegno lungimirante perché stiamo lavorando per i figli, per i nipoti, per il futuro. Serve l’impegno di “tutti, tutti insieme, sottolineare questo, tutti insieme”.

“A tutti rinnovo il mio saluto e benedico di cuore voi, le vostre famiglie e l’intera cittadinanza. Jemonnanzi!”, ha così salutato papa Francesco gli aquilani, in dialetto aquilano, citando lo slogan post sismico di incoraggiamento, tra l’ovazione dei fedeli.

E ancora, “Le parole non bastano a lenire il dolore: il dolore c’è le belle parole aiutano ma il dolore rimane. Con le parole non se ne va il dolore. Soltanto la vicinanza, l’amicizia, l’affetto, camminare insieme, aiutarci come fratelli e andare avanti. O siamo un popolo di Dio o non si risolve i problemi e i dolori come questo”.

Rivolto ancora ai familiari delle vittime ha detto: “Anzitutto vi ringrazio per la vostra testimonianza di fede: pur nel dolore e nello smarrimento, che appartengono alla nostra fede di pellegrini, avete fissato lo sguardo in Cristo, crocifisso e risorto, che con il suo amore ha riscattato dal non-senso il dolore e la morte. E Gesù vi ha rimessi tra le braccia del Padre, che non lascia cadere invano nemmeno una lacrima, nemmeno una, ma tutte le raccoglie nel suo cuore misericordioso”.

Il Papa ha poi salutato i detenuti presenti alla sua visita all’Aquila. “Voglio salutare e
ringraziare la delegazione del mondo carcerario abruzzese, qui presente. Anche in voi saluto un segno di speranza, perché anche nelle carceri ci sono tante, troppe vittime – ha sottolineato il
Pontefice -. Oggi qui siete segno di speranza nella ricostruzione umana e sociale”.

Al termine del suo intervento a piazza Duomo prima di salire sulla sedia a rotelle è stato salutato con una calorosa stretta di mano dall’arcivescovo emerito Giuseppe Molinari che invece si è alzato dalla sua sedia. Significativo il gesto dei due che hanno la stessa età. Poi il Papa è sceso dal grande palco e tra gli applausi si è diretto verso il duomo, ancora inagibile dal terremoto dell’Aquila del 2009, dove ha effettuando un sopralluogo.

Per visitare in sicurezza il Duomo dell’Aquila, retto da ponteggi e non ancora agibile dopo il terremoto, Papa Francesco ha indossato un caschetto di sicurezza che gli è stato dato dai vigili del
fuoco.

Procedendo quasi a passo d’uomo, la Papamobile ha raggiunto il viale di Collemaggio per fare il suo ingresso nel piazzale tra due ali di folla.

In città 12 mila persone, e di esse munite di biglietto gratuito distribuito dalle parrocchie, 4.700 sedute a  Collemaggio, 1.700  piazza Duomo. Un evento in mondovisione, con centinaia di testate giornalistiche in città, che poi si è meritato l’apertura di tutti i telegiornali italiani.

La giornata è iniziata con un imprevisto: le condizioni meteo sulla città con una leggera nebbia hanno fatto spostare l’atterraggio dallo stadio a piazza d’Armi.

E ha detto poi nell’omelia il Papa, a questo proposito: “Non potevamo atterrare, c’era nebbia
fitta, tutto scuro, non si poteva, il pilota dell’elicottero girava, girava, e alla fine ha visto un piccolo buco ed è entrato lì, è risuscito, un maestro”. “Con la nostra miseria succede lo stesso”, ha spiegato il Pontefice. “Giriamo, giriamo, e alle volte il Signore fa un piccolo buco: mettiti lì dentro, sono le piaghe del Signore”, è “la misericordia che viene nella mia, nella tua, nella nostra

A piazza Duomo il Papa è stato accolto dal Cardinale Giuseppe Petrocchi, Arcivescovo di L’Aquila, da Marco Marsilio, Presidente della Regione Abruzzo da  Cinzia Teresa Torraco, Prefetto di L’Aquila e da Pierluigi Biondi, Sindaco di L’Aquila.

“L’Aquila accoglie con gioia immensa il Papa, ci commuove la sua presenza, e abbiamo certezza che l’Aquila ha un posto speciale nel cuore del Papa”. E’ un passaggio del discorso del Cardinal Petrocchi.

“Davanti a lei – ha proseguito – una delegazione di familiari delle vittime delle tragico terremoto, di detenuti, tante associazioni tra cui Agesci e Salus popolo aquilano. A nome della Chiesa aquilana le rivolgiamo un grazie, alto come le nostre montagne mi è sembrato poco, vorrei arrivasse al cielo. Grazie alla sua presenza speriamo che la Perdonanza sia fermento di riconciliazione per tutto il mondo”.

La liturgia a Collemaggio è stata animata dal Coro Città dell’Aquila e dall’orchestra del conservatorio Casella, diretti dal maestro Leonardo De Amicis. Il Coro è composto da ben otto corali della città: coro della Diocesi, corale Gran Sasso, corale 99, Schola cantorum San Sisto, coro della Portella, corale L’Aquila e coro Cai, coro del conservatorio Casella

“E’ stato un vero privilegio per me accogliere e salutare oggi il Santo Padre. Vedere così da vicino l’apertura della Porta Santa è stato un momento molto commovente, un ricordo che resterà indelebile, una delle emozioni più grandi e uno dei momenti più intensi della mia carriera. Non solo per me. Credo di condividere il pensiero di tutti gli abruzzesi”, “, ha dichiarato il presidente della Regione, Abruzzo Marco Marsilio.

“Abbiamo atteso sette secoli per avere qui la presenza del Santo Pad.re ma oggi abbiamo visto il Papa vincere le sue difficoltà, superare la fragilità del suo fisico pur di esserci. Ha voluto varcare con le sue gambe la Porta Santa per rinnovare la profondità del messaggio di Celestino V”, ha aggiunto.

Ha detto il sindaco Biondi: “Papa Francesco ha eletto L’Aquila capitale del Perdono e della Pace: non poteva esserci investitura più potente di quella che ci ha regalato oggi il Santo Padre. Ma Francesco ci ha consegnato anche una lettura storica e di spessore morale e spirituale: Celestino non è stato l’uomo del no, ma del sì. Quindi, non il Papa del gran rifiuto, ma il Papa che ha saputo interpretare il Vangelo attraverso la forza degli umili che lui tanto amava”.

LA CRONACA DELLA GIORNATA MINUTO PER MINUTO

11.20 – IL TESTO INTEGRALE DELL’OMELIA DI PAPA FRANCESCO

PAPA FRANCESCO A L’AQUILA: L’OMELIA DELLA MESSA A COLLEMAGGIO, TESTO INTEGRALE

11.10PAPA FRANCESCO, “UMILTA’ E’ SANO REALISMO, RICONOSCERE LE PROPRIE MISERIE”

Il Papa invita a distaccarsi dallo “spirito del mondo, che è dominato dall’orgoglio” per “farci umili e miti”. “L’umiltà – ha sottolineato Francesco nell’omelia della Messa a Collemaggio – non consiste nella svalutazione di sé stessi, bensì in quel sano realismo che ci fa riconoscere le nostre potenzialità e anche le nostre miserie. A partire proprio dalle nostre miserie, l’umiltà ci fa distogliere lo sguardo da noi stessi per rivolgerlo a Dio, Colui che può tutto e ci ottiene anche quanto da soli non riusciamo ad avere. ‘Tutto è possibile per chi crede'”.

“La forza degli umili – ha proseguito il Papa – è il Signore, non le strategie, i mezzi umani, le logiche di questo mondo”. Per questo “Celestino V è stato un testimone coraggioso del Vangelo, perché nessuna logica di potere lo ha potuto imprigionare e gestire. In lui noi ammiriamo una Chiesa libera dalle logiche mondane e pienamente testimone di quel nome di Dio che è la Misericordia”.

“Questa – ha concluso il Papa riferendosi alla misericordia – è il cuore stesso del Vangelo, perché la misericordia è saperci amati nella nostra miseria” ed “essere credenti non significa accostarsi a un Dio oscuro e che fa paura”.

11.00 – VITTORINI, “SISMA, SE SI DIMENTICA NON C’E’ FUTURO”

“E’ stata una emozione molto forte. Sono importanti per me le parole del Papa sul significato propositivo e propulsivo della memoria che è fatta sia di cose belle che di brutte. In tal senso, noi siamo da 13 anni sentinelle della memoria affinché non accadano più certi eventi negativi come la mancanza di prevenzione e sicurezza”.

Così il medico chirurgo aquilano Vincenzo Vittorini, dell’associazione vittime del terremoto, sulla visita di Francesco all’Aquila. Vittorini nella notte del 6 aprile 2009 ha perso la moglie e un figlio.

“Siamo felici dei riferimenti del papa alla memoria, dobbiamo avere il culto della memoria perché solo così non accadrà più – spiega ancora Vittorini -. Non dobbiamo dimenticare se no accade di nuovo. E se sì dimentica non c’è futuro. Da 13 anni ci battiamo per questo”.

 

10.50 – PAPA FRANCESCO: “FATE TESORO DELLA VOSTRA SOFFERENZA”

Il Papa chiede al popolo dell’Aquila di fare “tesoro” delle proprie sofferenze per capire il dolore degli altri. “Cari fratelli e care sorelle, voi avete sofferto molto a causa del terremoto, e come popolo state provando a rialzarvi e a rimettervi in piedi. Ma chi ha sofferto deve poter fare tesoro – ha detto il Pontefice nell’omelia della Messa a Collemaggio – della propria sofferenza, deve comprendere che nel buio sperimentato gli è stato fatto anche il dono di capire il dolore degli altri. Voi potete custodire il dono della misericordia perché conoscete cosa significa perdere tutto, veder crollare ciò che si è costruito, lasciare ciò che vi era più caro, sentire lo strappo dell’assenza di chi si è amato. Voi potete custodire la misericordia perché avete fatto l’esperienza della miseria”.

10.00 –  EMOZIONE FOLLA A SLOGAN “JEMO ‘NNANZI”

Emozione e applausi a piazza Duomo alle parole di Papa Francesco che ha concluso il suo discorso dicendo “Jemo ‘nnanzi”, ossia “andiamo avanti” così come si trovò a dire nel 2014 durante un’udienza a cui avevano preso parte 130 aquilani del gruppo di azione civica che porta lo stesso nome. Di qui, questa mattina, Cesare Ianni e i suoi attivisti di ‘Jemo Nnanzi hanno piazzato un lungo striscione con questo slogan nella parte alta della piazza, in attesa del passaggio della Papamobile.

“Quando, a 5 anni dal terremoto Papa Francesco pronunciò il nostro slogan ci trovammo comossi – ricorda Ianni – anche perché fu nell’ambito di un’udienza in cui parlò del nostro dialetto e della nostra città ferita”.

“Un pensiero speciale rivolgo al gruppo ‘Jemo ‘nnanzi’ che vuol dire ‘andiamo avanti – aveva detto il pontefice in quella occasione -. A 5 anni dal terremoto che ha devastato la vostra città mi unisco alla preghiera per le numerose vittime che affido alla Madonna. E a voi dico tenete viva la speranza. Fate in modo che alla ricostruzione delle abitazioni si unisca anche quella delle vostre chiese, luoghi di preghiera, e del patrimonio artistico della città al quale si aggancia la rinascita sociale del territorio”.

9.50 – SINDACO BIONDI, “GRATI E RICONOSCENTI A PAPA FRANCESCO”

Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha accolto questa mattina Papa Francesco che presiederà le celebrazioni promosse in occasione della 728^ edizione della Perdonanza Celestiniana.

“La città dell’Aquila è grata e riconoscente al Santo Padre per l’enorme testimonianza di vicinanza e sostegno tributati alla comunità con la sua presenza in occasione della tradizione più antica e sentita dalla comunità. Un onore  e una grande emozione poter accoglierlo e assistere, per la prima volta, all’apertura della Porta Santa della Basilica di Santa Maria di Collemaggio da parte di un pontefice. Un gesto che universalizza il messaggio di pace e riconciliazione tra i popoli ereditato da Papa Celestino V e la valenza della Perdonanza Celestiniana, dal 2019 iscritta quale patrimonio culturale immateriale dell’umanità Unesco” ha dichiarato il sindaco Biondi.

PAPA FRANCESCO: “NELL’OPERA DI RICOSTRUZIONE CHIESE MERITANO ATTENZIONE PARTICOLARE”

“Nell’opera di ricostruzione, le chiese meritano un’attenzione particolare. Sono patrimonio della comunità, non solo in senso storico e culturale, anche in senso identitario. Quelle pietre sono impregnate della fede e dei valori del popolo; e i templi sono anche luoghi propulsivi della sua vita, della sua speranza”,

Lo ha detto Papa Francesco a L’Aquila, in un passaggio del suo intervento a piazza Duomo.

Al termine del suo intervento il Papa è sceso dal grande palco e tra gli applausi si è diretto verso il duomo, ancora inagibile dal terremoto dell’aquila del 2009, dove sta effettuando un sopralluogo.

Per visitare in sicurezza il Duomo dell’Aquila, retto da ponteggi e non ancora agibile dopo il terremoto, Papa Francesco ha indossato un caschetto di sicurezza che gli è stato dato dai vigili del fuoco. Il Pontefice sta effettuando tutti gli spostamenti sulla sedia a rotelle.

9.45 – IL SALUTO DI PAPA FRANCESCO  AI FAMILIARI DELLE VITTIME

“Cari fratelli e sorelle, buongiorno. Sono contento di trovarmi tra voi, e ringrazio il Cardinale Arcivescovo per il saluto che mi ha rivolto a nome di tutti. Insieme con voi qui presenti abbraccio con affetto tutta la città e la diocesi dell’Aquila. In questo momento di incontro con voi, in particolare con i parenti delle vittime del terremoto, voglio esprimere la mia vicinanza alle loro famiglie e all’intera vostra comunità, che con grande dignità ha affrontato le conseguenze di quel tragico evento.

Anzitutto vi ringrazio per la vostra testimonianza di fede: pur nel dolore e nello smarrimento, che appartengono alla nostra fede di pellegrini, avete fissato lo sguardo in Cristo, crocifisso e risorto, che con il suo amore ha riscattato dal non-senso il dolore e la morte. E Gesù vi ha rimessi tra le braccia del Padre, che non lascia cadere invano nemmeno una lacrima, nemmeno una, ma tutte le raccoglie nel suo cuore misericordioso.

In quel cuore sono scritti i nomi dei vostri cari. che sono passati dal tempo all’eternità. La comunione con loro è più Viva che mai. La morte non può spezzare l’amore, ce lo ricordo la liturgia dei defunti: “Ai tuoi fedeli, Signore, la vita non è tolta ma trasformata” (Prefazio I). Mi congratulo con voi per la cura con cui avete realizzato la Cappella della Memoria. La memoria è la forza di un popolo, e quando questa memoria è illuminata dalla fede, quel popolo non rimane prigioniero del passato, ma cammina nel presente rivolto al futuro, sempre rimanendo attaccato alle radici e facendo tesoro delle esperienze passate, buone e cattive. Voi, gente aquilana, avete dimostrato un carattere resiliente.

Radicato nella vostra tradizione cristiana e civica, ha consentito di reggere l’urto del sisma e di avviare subito il lavoro coraggioso e paziente di ricostruzione. C’era tutto da ricostruire: le case, le scuole, le chiese.

Ma, voi lo sapete bene, questo si fa insieme alla ricostruzione spirituale, culturale e sociale della comunità civica e di quella ecclesiale. La rinascita personale e collettiva è dono della Grazia ed è anche frutto dell’impegno di ciascuno e di tutti. E fondamentale attivare e rafforzare la collaborazione organica, in sinergia. delle istituzioni e degli organismi associativi: una concordia laboriosa, un impegno lungimirante.

9.30 -PAPA FRANCESCO, “VI BENEDICO, JEMONNANZI!”

“A tutti rinnovo il mio saluto e benedico di cuore voi, le vostre famiglie e l’intera cittadinanza. Jemonnanzi!”: così Papa Francesco ha salutato gli aquilani, in dialetto aquilano, tra l’ovazione dei fedeli..

E ancora, “Le parole non bastano a lenire il dolore: è quanto ha detto il Papa all’Aquila nel
saluto ai familiari delle vittime del terremoto. “Il dolore c’è le belle parole aiutano ma il dolore rimane. Con le parole non se ne va il dolore. Soltanto la vicinanza, l’amicizia, l’affetto, camminare insieme, aiutarci come fratelli e andare avanti. O siamo un popolo di Dio – ha sottolineato Papa Francesco – o non si risolve i problemi e i dolori come questo”.

9.25 – PAPA FRANCESCO, “PER RICOSTRUZIONE DELL’AQUILA IMPEGNO LUNGIMIRANTE E COLLABORAZIONE”

Il Papa chiede per la ricostruzione post-terremoto all’Aquila “collaborazione”, “sinergia” e “un impegno lungimirante”.

“La rinascita personale e collettiva è dono della Grazia ed è anche frutto dell’impegno di ciascuno e di tutti. È fondamentale attivare e rafforzare la collaborazione organica, in sinergia, delle istituzioni e degli organismi associativi: una concordia laboriosa, un impegno lungimirante perché stiamo lavorando per i figli, per i nipoti, per il futuro”. Serve l’impegno di “tutti, tutti insieme, sottolineare questo, tutti insieme”.

9.10 – PETROCCHI, “L’AQUILA LA ACCOGLIE CON GIOIA IMMENSA”

“L’Aquila accoglie con gioia immensa il Papa, ci commuove la sua presenza, e abbiamo certezza che l’Aquila ha un posto speciale nel cuore del Papa”. E’ un passaggio del discorso del Cardinal Petrocchi che ha accolto Francesco sul palco di Piazza Duomo. “Davanti a lei – ha proseguito – una delegazione di familiari delle vittime delle tragico terremoto, di detenuti, tante associazioni tra cui Agesci e Salus popolo aquilano. A nome della Chiesa aquilana le rivolgiamo un grazie, alto come le nostre montagne mi è sembrato poco, vorrei arrivasse al cielo. Grazie alla sua presenza speriamo che la Perdonanza sia fermento di riconciliazione per tutto il mondo”.

9.00 – PAPA FRANCESCO ARRIVA PIAZZA DUOMO GREMITA

Francesco è arrivato in Piazza Duomo a bordo di una Fiat 500 L bianca, seduto vicino al conducente con il finestrino aperto ha salutato con la mano i fedeli in festa: piazza gremita e tante bandierine del Vaticano. Di fronte al Duomo ancora inagibile è stato accolto da cardinale
Petrocchi e dal presidente della Regione Marsilio.

8.45 – MARSILIO, “EVENTO CICLOPICO”

“È un evento ciclopico, una giornata storica per il mondo. L’Aquila e l’Abruzzo si sono
svegliati presto per questo avvenimento straordinario”. Così un raggiante presidente della Regione, Marco Marsilio, pronto ad accogliere il papa in piazza duomo. in una città che già vede per strada molte famiglie con bambini, ma con abiti più pesanti visto il fresco mattutino.

8.30 – ATTERRAGGIO A PIAZZA D’ARMI PER LA NEBBIA

Papa Francesco è arrivato all’Aquila. C’è stato un cambio di programma per Il volo del
Santo Padre: le condizioni meteo sulla città con una leggera nebbia hanno fatto spostare l’atterraggio previsto allo stadio Gran Sasso in Piazza d’Armi

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