L’AQUILA: ECCO ELLROY, IL NEGOZIO ”SECOND HAND” DI FRANCESCA E WALTER, ”E’ LA NOSTRA NUOVA VITA”

Autore dell'articolo: Loredana Lombardo

10 Marzo 2018 14:30

L'AQUILA – “Il terremoto del 2009 ha spazzato le certezze e la solidità lavorativa della mia famiglia, ma non ci siamo dati per vinti e con questa realtà commerciale abbiamo voluto dare una seconda possibilità a cose che altri avevano scartato, che è un po' come il percorso dell'Aquila post sisma. La ricostruzione, i palazzi restaurati sono il simbolo della nostra seconda chance!”.

Pezzi cult come i Levi's 501 o le giacche da sci da paninaro anni '80, insieme a bigiotteria dal sapore retrò e abiti cuciti a mano: anche questo è Ellroy, un negozio “second hand” che si trova all'Aquila, in via Tradardi, nato dall'intraprendenza e dalla voglia di ricominciare da capo di Francesca Polizzi e di suo marito Walter Frasca, che dopo il terremoto si sono reinventati una seconda vita, partendo da zero.

“Noi – raccontano ad AbruzzoWeb – prima del terremoto avevamo una società immobiliare con appartamenti e negozi in affitto. Il terremoto ci ha portato via quella solidità e quelle certezze con cui andavamo avanti. C'erano le figlie da crescere che qui hanno gli amici, la scuola, le loro abitudini e quindi, abbiamo deciso di riprovarci. Ho messo a frutto le mie conoscenze di sartoria, mio mairto alcune sue passioni e la voglia di fare, decidendo di dare una seconda possibilità alla nostra vita e ad oggetti dimenticati nel fondo di qualche armadio”.

Sono ripartiti quindi da Ellrory, dal nome del loro scrittore preferito, James Ellroy, celebre, tra l'altro, per la “Tetralogia di Los Angeles”

“A cinquant'anni non è facile rimettersi in gioco, mi sono riadattata a fare di tutto ma a un certo punto te lo dici: o la va, o la spacca! All'inizio più di una volta ho pensato di lasciar perdere – continua Francesca – prima le difficoltà burocratiche, poi l'aibilità parziale, insomma alla fine abbiamo avuto le chiavi solo un anno fa”.

Seguendo questo filone del second hand, anche l'arredamento non è stato scelto in maniera casuale.

“Vecchi pallet ridipinti, qualche oggetto di nicchia, anche l'insegna ce la siamo fatta da soli, tutto con la voglia di rimanere qui, credendo nelle potenzialità della mia città”.






E i capi sono usati ma ovviamente rimessi a nuovo.

“Dopo un'accurata selezione li rigenero, li lavo, li stiro. Nel nostro negozio oltre ad alcuni pezzi storici della moda internazionale, abbiamo una bella scelta di maglie da baseball famose, tute da sci vintage, scovate da mio marito che ha una vera passione per lo sport che ha portato nella nostra attività”.

Anche le due figlie, che oggi hanno 10 e 18 anni hanno messo del loro.

“Adesso va tanto di moda seguire le fashion blogger su Instagram o su Facebook. Le nostre ragazze sono state preziose in tal senso. Seguendo le loro beniamine come Chiara Ferragni per esempio, ci danno degli spunti su cosa va o su cosa dovremmo cercare”, spiega.

“Come ad esempio il giubbino di jeans oversize con o senza pelliccetta, o i camicioni a quadri stile boscaioli indossati alla stregua di un vestitino con gli anfibi sotto. Insomma, alla fine siamo un negozio vintage, ma molto attenti alle tendenze attuali”.

A quanto sembra, questa piccola realtà agli aquilani è piaciuta.

“Sono rimasta positivamente colpita dalla partecipazione delle nuove generazioni, che a differenza della mia sta dando molto valore agli oggetti del passato, che hanno ancora tanto da raccontare. Noi abbiamo buttato tutto o quasi, loro invece le cercano, sono molto più attenti, anche agli sprechi e questo mi fa anche ben sperare”, conclude.

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