L’AQUILA, EDUCAZIONE MINORI ALL’USO DEI MEDIA: “RIACQUISTARE LA LIBERTA’ FUORI DALLA RETE”

"FUTURO HUB", 200 STUDENTI AL PRIMO EVENTO DEL MINI TOUR PROMOSSO DAL CORECOM ABRUZZO: ISTITUZIONI, SCUOLE E RAGAZZI A CONFRONTO; PROSSIMI APPUNTAMENTI IL 21 APRILE A PESCARA E IL 19 MAGGIO A VASTO

31 Marzo 2023 18:19

L'Aquila - Cronaca, Gallerie Fotografiche

L’AQUILA – Una piattaforma “sociale”, per “riacquistare la libertà di pensiero”, per scoprire la bellezza di spegnere il telefono o i dispositivi collegati alla rete e “uscire a mangiarsi un gelato con un amico”: un incontro reale sui rischi e le insidie del mondo virtuale che ha fatto emergere soluzioni molto semplici a disposizione dei giovani per non essere soggiogati dalle pericolose distorsioni di internet in una partecipata giornata di confronto con oltre 200 studenti delle scuole medie del territorio che hanno preso parte al primo appuntamento del mini tour “Futuro hub, Connessioni digitali”, promosso dal Corecom Abruzzo, il Comitato regionale per le Comunicazioni.

“Futuro hub, educazione dei minori all’uso dei media: i pericoli della rete” questo il titolo del primo incontro che si è tenuto questa mattina all’Aquila, nella Sala Ipogea del Consiglio regionale, al quale sono intervenuti Giuseppe La Rana, presidente del Corecom Abruzzo, Maria Concetta Falivene, Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Abruzzo, Gian Mauro Placido, del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Abruzzo della Polizia Postale, Giammaria De Paulis, docente dell’Università “D’Annunzio” di Chieti, divulgatore scientifico, e il vice questore dell’Aquila Rosalba Angeloni. A moderare Roberta Galeotti, componente del Corecom.

Dalle nuove tecnologie al cyberbullismo, al sexting e alle fake news, tanti i temi trattati nella mattinata.

Particolarmente partecipato l’intervento del professor De Paulis, che ha catturato l’attenzione dei ragazzi incuriositi dagli aspetti tecnici quanto da quelli più intimi e personali, un momento di riflessione e confronto, con testimonianze di alcuni anche molto toccanti: “Come tanti ragazzi sono un appassionato di tecnologia ed innovazione, tante volte non è la tecnica che fa il metodo ma siamo noi. Quando facciamo un’azione con lo smartphone dobbiamo ragionare sui pro e i contro. Su internet non c’è niente di gratis, paghiamo tutto con i nostri dati e le nostre informazioni riservate. A volte, anche per fuggire alla noia, basterebbe spegnere il telefono e fare una cosa semplice ma rivoluzionaria: chiamare un amico e andarsi a prendere un gelato insieme”.





Una delle problematiche maggiormente avvertite dai ragazzi, come emerso nel corso dell’evento, è quella del Cyberbullismo.

A tal proposito, il professor De Paulis, ha ribadito: “Il bullo è solo un pallone gonfiato che però va aiutato, si va davanti al bullo e si dice: ‘non mi fai niente, anzi mi rendi famoso’. E quindi ha raccontato anche la sua esperienza personale, da vittima di bullismo. Da giovane studente il mio nome, Giammaria, non rientrava nella classificazione di ‘maschio’, mi prendevano tutti in giro perché dicevano che avevo il nome da femmina. Ci rimanevo male, perché quando ci prendono in giro ci stiamo male inevitabilmente. È un continuo, uno scherzo infinito di persone anche sconosciute, io non conoscevo i bulli ma loro conoscevano me. Poi riflettendo mi sono detto, ‘mi conoscono tutti, sono famoso’. Cominciai quindi a rispondere loro e loro finalmente cominciarono a trattarmi da ‘maschietto’, diventando amici e sostenitori”.

Gian Mauro Placido, del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Abruzzo della Polizia Postale, ha accompagnato i ragazzi in un viaggio nel mondo della rete, ripercorrendo le tappe principali, dalla nascita del più grande sistema di comunicazione mondiale alle continue evoluzioni tecnologiche, arrivando ai pericoli della rete come cyberbullismo sexting, fake news.

“La polizia partecipa sempre con molto interesse a questi incontri – ha spiegato Placido – in particolare dall’istituzione della legge 71 del 2017 a proposito del cyberbullsimo. I rischi in questa fascia di età sono tanti, prima di pubblicare qualsiasi cosa bisogna ricordare che si tratta di una rete ad accesso ‘pubblico’ per l’appunto, attiva h24: una volta che si è condiviso un contenuto è praticamente impossibile cancellarlo. Le nostre istituzioni ci sono ma possono operare solo in Italia, all’estero si può solo attraverso interazioni con complicate lungaggini. Banalmente, il miglior modo per eliminare un contenuto è non pubblicarlo. La stragrande maggioranza di azioni eseguite online avrà ripercussioni sul mondo reale. Possiamo essere sia autori che vittime di illeciti, spettatori passivi o attivi”.





“Da queste situazioni purtroppo – ha aggiunto – si origina il fenomeno del cyberbullismo, una forma grave di violenza che si amplifica per le caratteristiche dello scenario. Il bullo da dietro uno schermo non percepisce la vittima ed è ancora più violento. Il contenuto purtroppo resta in rete e continua a far danni. La cosa più importante come sempre è segnalare, rivolgersi alle istituzioni, al Garante della Privacy, anche all’app YouPol della polizia”.

La Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza Maria Concetta Falivene, rivolgendosi ai ragazzi, ha poi osservato: “Oggi vivete nel diritto assoluto, ma in altri Paesi del mondo non è tutto così scontato. Siete ragazzi fortunati. Noi adulti, dopo anni di lotte, attraverso internet vi abbiamo tolto la libertà e vi abbiamo donato l’ansia. Queste piattaforme creano una dipendenza che non vi fa più riconoscere, bisogna cominciare ad indagare sulle proprie emozioni. La dipendenza dai social ci comanda, viviamo la dittatura dell’algoritmo. La responsabilità è anche di noi genitori che non controlliamo, che dobbiamo capire che esiste una vera libertà e il cellulare può e deve essere lasciato. Queste iniziative hanno lo scopo di aiutarvi e relazionarvi tra di voi. A breve inizieremo un percorso di incontro con le scuole, per far sì che possiate riacquistare la libertà di pensiero e non cadere nella trappola della scatola nera”.

Ha aggiunto il presidente del Corecom La Rana: “Se riflettiamo sulla differenza tra ‘social’ e ‘vita sociale’, ci rendiamo conto che manca solo l’ultima lettera, la ‘e’ che è congiunzione. Diamo il via a questa importante connessione sociale e social, un luogo di incontri in presenza e sulla rete per avviare lo scambio di idee. Voi siete il futuro del territorio, siate il miglior futuro possibile”.

Il mini tour del Corecom prevede altri due incontri: il 21 aprile, all’Aurum di Pescara, dal titolo “Bullismo e Cyberbullismo: tra prevenzione, consapevolezza e contrasto”; e il 19 maggio a Vasto (Chieti) con un convegno sul tema della fake news, del sexting e dell’impatto dei nuovi social.

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