PRIMARIO REPARTI MICROCHIRURGIA OCULARE D.O. E OCULISTICO OSPEDALIERO DEL "SAN SALVATORE" E DIRETTORE DELLA BANCA DEGLI OCCHI: "PREVENZIONE FONDAMENTALE, ORA CI SONO LENTI INNOVATIVE", "SIAMO RIUSCITI A RIPARTIRE CON L’ATTIVITÀ CHIRURGICA. NEL 2019 2.500 INTERVENTI, NEL 2020 SIAMO SCESI A 800", "PER USCIRE DA EMERGENZA CORONAVIRUS SERVE VACCINARSI"

L’AQUILA: GENITTI, “MIOPIE IN AUMENTO, C’E’ IL RIMEDIO. PER IL COVID RINVIATE VISITE E OPERAZIONI”

10 Aprile 2021 17:13

L'Aquila: Abruzzo

L’AQUILA – “I pazienti anziani hanno avuto paura di sottoporsi a visite oculistiche, gli interventi chirurgici sono stati per lungo tempo anche bloccati, quindi abbiamo pazienti con delle patologie visive invalidanti, come le cataratte evolute. E naturalmente oggi si ripresentano per affrontare problemi visivi che hanno tralasciato per almeno un anno, causa emergenza Covid”.

Così ad AbruzzoWeb Germano Genitti, primario del Reparto di Microchirurgia Oculare D.O., reparto oculistico Ospedaliero del Presidio “San Salvatore dell’Aquila”, e direttore della Banca degli Occhi, il Centro di riferimento regionale per le donazioni e i trapianti di cornea e per le membrane amniotiche, una delle nove Banche degli Occhi presenti sul territorio nazionale.

“Tra i giovani – continua Genitti – che fanno un uso ormai massiccio di smartphone, tablet, computer, c’è un affaticamento visivo generalizzato. La luce blu emessa da questi dispositivi digitali crea affaticamenti visivi, quindi si hanno alterazioni del film lacrimale, e c’è anche un aumento dei difetti visivi riscontrabili durante le visite di routine. Le soluzioni? C’è una patologia più organica, quando c’è un’alterazione del film lacrimale, quando c’è un affaticamento visivo, e quindi va gestito il tutto con delle terapie”.

“Poi c’è la miopia giovanile che è in aumento in tutto il mondo – spiega quindi – Prima si vedevano solo miopie importanti, ma, con l’aumento dell’utilizzo dei sistemi digitali, si hanno delle miopie anche non avendo una familiarità. Questo comporta un’incidenza della miopia che si pensa possa arrivare, nel 2050, al cinquanta per cento. Nel sud-est asiatico siamo già arrivati all’80-90 per cento di miopie nei giovani. Ma c’è un sistema correttivo che aiuta ad evitare anche che queste miopie diventino ingravescenti: sono delle lenti che rallentano la progressione miopica. Ho fatto parte di un gruppo di lavoro in Europa, grazie alla multinazionale Hoya, per verificarne l’efficacia. Ed ho potuto verificare che c’è un rallentamento della progressione miopica fino al 60 per cento. E quindi hanno un’indicazione nel giovane miope, cioè nel giovane che ha dieci, undici, dodici anni e che effettivamente, grazie a queste lenti, può avere un miglioramento dell’incremento miopico che avrà nella sua vita”.

Riguardo ai più piccoli, il dottor Genitti spiega quanto sia importante “fare una visita alla nascita, poi intorno ai tre anni e mezzo o quattro anni per evitare, ad esempio, le ambliopie, cioè per correggere il difetto visivo dell’occhio prima che sia completo, quindi entro i sei anni di età. E poi occorre ogni due anni fare delle visite oculistiche in modo tale che se si evidenzia un difetto visivo, questo si può correggere. Ciò porterà, oltre ad una visione migliore, a un benessere visivo. Molti bambini arrivano da noi in visita con mal di testa, cefalee importanti, con difetti visivi già importanti. L’importante, quindi, è prevenire e correggere con i sistemi che oggi abbiamo a disposizione da pochi mesi”.

Sulla situazione della banca degli occhi nell’era dell’emergenza Covid-19, il primario afferma che “La struttura è passata inevitabilmente in secondo piano, però ci stiamo riattivando per implementare tutti i progetti che avevamo. Come centro di riferimento regionale, abbiamo stipulato una convenzione molto importante con la Fondazione Banca degli occhi del Veneto, la prima banca in Europa per quanto riguarda l’utilizzo delle membrane amniotiche che vengono prelevate dalla placenta della donatrici volontarie viventi. Questo comporterà degli ottimi risultati per l’eccellenza del centro Italia, visto che in genere le banche del nord sono più funzionanti. Inoltre, sono ripartite bene le donazioni, stiamo dando cornee in centro Italia”.

“E poi – prosegue Genitti – siamo riusciti a ripartire con l’attività chirurgica, ci è appena stata data una sala del blocco operatorio, riattivando così i nostri numeri che sono importanti. Nel 2019 abbiamo effettuato 2.500 interventi chirurgici, nel 2020 siamo scesi a 800. Ora il ritmo è di 30-40 interventi a settimana, ci stiamo riavvicinando ai numeri di sempre. Speriamo di riavere le nostre sale operatorie, visti proprio i grandi numeri”.

“Sull’emergenza Covid, oggi è a un bivio importante che è quello della vaccinazione. Dobbiamo tener duro qualche altro mese, in modo tale da da poter arrivare a un livello di vaccinazione che possa tutelarci e farci passare un’estate ‘discreta’ per arrivare all’autunno con il 60-70 per cento della popolazione vaccinata. Come sanitario, sono stato uno dei primi ad essere vaccinato già ai primi di gennaio, ma da quella data non ho assolutamente cambiato le mie abitudini, nel senso che sono sempre con la mascherina, continuo a fare una vita come se non fossi vaccinato. È fondamentale non trasmettere il virus, oltre a non ammalarsi. Speriamo, dopo uno sforzo importante di un anno, di poterci dimenticare tutto questo nel giro di un altro anno”, conclude. (red.)

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