L’AQUILA: GUARDIE GIURATE PRIVATE, ”NOI COME POLIZIA E CARABINIERI”

12 Ottobre 2012 18:40

L'Aquila: Cronaca

L’AQUILA – Riceviamo e pubblichiamo una lettera firmata da Cesare Di Giandomenico, segretario provinciale Sicurezza civile per la Ugl dell’Aquila, che intende porre l’attenzione su alcune problematiche che vive il corpo delle guardie private giurate (Gpg).

Ho contattato la Questura dell’Aquila in data 5 ottobre 2012, chiedendo un incontro finalizzato ad affrontare le problematiche che affliggono le Guardie particolare giurate (Gpg) in ordine alla sicurezza sul servizio.

Potrei spaziare su molti argomenti in ordine alla sicurezza, mi soffermo su alcuni servizi di pronto intervento su allarme.

Nel settembre scorso è entrato in vigore il nuovo Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tulps) dal quale si ricavano innovazioni in ordine ai servizi svolte dalle Gpg dipendenti da Iistuti di vigilanza privata (Iv), che svolgono servizi di sicurezza sussidiaria alle forze di polizia, escludendo chiaramente i compiti di polizia giudiziaria.

Uno di questi servizi è l’intervento su allarme. Le modalità operative di inervento  sono stabilite dal regolamento approvato dal Questore. In alcuni casi, gli Ivp hanno licenze nazionali che permettono di operare su tutto il territorio.

Si dovrebbe applicare il regolamento del Questore ove l’Ivp ha la sede legale. Lo stesso regolamento deve tener conto delle indicazioni del Questore della Provincia (in questo caso L’Aquila) che dovrebbero essere in armonia con quello del Questore ove l’Ivp ha la sede legale.

Nei meandri interpretativi di tali norme si colloca la GPG, che con un salario fermo da anni svolge il suo servizio ogni giorno, o meglio più di notte, la quale interviene su allarme spesso da sola.

Sarebbe auspicabile, stante la riforma del Tulps con la quale abbiamo avuto il riconoscimento giuridico di incaricati di pubblico servizio, avere le stesse prerogative della polizia di Stato in termini di sicurezza e di intervento, intervenire tassativamente in due su allarme, non applicare il  codice della strada in caso di sanzione per guida veloce causa allarme, munirci di sistemi di segnalazione acustica per chiedere la precedenza, di sistemi per poter trattenere i soggetti sorpresi in flagranza di reato in attesa della polizia o dei carabinieri.

E’ stato facile per il legislatore e le imprese della vigilanza privata munirci di qualifica giuruidica e lasciarci sguarniti dei mezzi per tutelare la nostra sicurezza e incolumità.

Abbiamo atteso anni il riconoscimento giuridico, lo dice il sottoscritto che dal 1986 svolge l’attività di guardia giurata privata, ma evidentemente invano, in quanto sono più gli oneri che gli onori, il tutto  sempre a danno dei lavoratori (operai sulla busta paga) come le Gpg che spesso pagano con la propria vita e vengono ricordati solo dai propri cari e non dallo stato che li ha nominati guardie giirate private. Non ultimo la disgrazia di questa mattina a danno di un mio collega di Avezzano, il quale, durante un servizio di trasporto valori è deceduto causa incidente stradale.

Forse andava solo, sicuramente autorizzato, ma da quali norme? Perché la Gpd può svolgere servizi così pericolosi e non avere i diritti, in ordine alla sicurezza sul lavoro, come le forze di  Polizia?

La riforma del TULPS a cosa è servita se la logica della Vigilanza Privata è sempre quella del lucro?

Penso che l’incontro con il Questore dell’Aquila, confermato solo oggi (ironia della sorte) per il giorno 15 ottobre 2012 alle ore 9.00, sarà l’inizio di un lungo confronto che sicuramente dovrà portare sicurezza nei luoghi di lavoro delle gpg che anche oggi hanno pagato con la vita.

All’incontro parteciperanno, oltre al sottoscritto, le RSA UGL sicurezza civile e il segretario regionale Ugl sicurezza civile Piero Peretti.

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