L’AQUILA: IDV, ‘URBANISTICA PARALIZZATA DA SPREGIUDICATEZZA COMUNE PASTICCIONE’

1 Giugno 2020 13:59

L'AQUILA – “Urbanistica paralizzata dalla spregiudicatezza di un Comune pasticcione! La sentenza del Tar del 28 Maggio u.s. non ha solo bocciato la Delibera consiliare n.21 dell’Aprile 2019, che modificava la precedente del 2016 e che introduceva aumenti di volumetria in tutte le zone A delle Frazioni, ma ha inferto una lezione tecnica, giuridica ed amministrativa alla Giunta comunale talmente forte da doverne trarre le conseguenze politiche!”.

È quanto si legge in una nota di Lelio De Santis, capogruppo Cambiare insieme-Idv dell'Aquila.






“Non è il giudizio negativo di minoranze estremiste o ambientaliste, ma una sentenza netta e motivata, sostenuta dalle valutazioni tecniche della Sovrintendenza ai beni ambientali, a cancellare una politica urbanistica improvvisata ed utilitaristica, in spregio a norme di tutela sacrosante! D’altra parte,il colpevole ritardo nella redazione del nuovo Piano regolatore generale, definito negli indirizzi complessivi nella precedente consiliatura, sta a certificare la reale volontà dell’Amministrazione attiva ad operare con Varianti urbanistiche o con provvedimenti in deroga, senza una visione generale e senza la tutela dell’Interesse comune. Basti pensare alle note e recenti Delibere di Variazioni di cambio di destinazione urbanistica per realizzare Nuovi Centri commerciali nella zona ovest della città, già satura di Attività commerciali”, prosegue.

“L’assessore all’urbanistica della Lega di inizio consiliatura, stesso Partito a cui appartiene l’attuale, aveva promesso l’approvazione del nuovo PRG in 8 mesi: ne sono passati 35 di mesi e nulla è successo! Scommetto che se ne riparlerà solo fra due anni. Intanto, la Giunta comunale vive alla giornata, senza idee guida e senza un disegno organico di pianificazione urbanistica e sociale. Ma una città che vuole rinascere non può assistere ai contenziosi attivati ogni giorno, sull’urbanistica o sui Buoni spesa, da un’Avvocatura comunale fantasiosa e non può aspettare all’infinito che l’Amministrazione attiva porti in Consiglio, dopo 3 anni, un progetto di sviluppo urbanistico ed un’idea di sviluppo economico su cui chiamare al confronto i gruppi consiliari e le Forze sociali ed economiche”, conclude.

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