L’AQUILA: IL ”BARATTO” DEI RIFIUTI, AMIANTO PER STRADA NON SMALTITO

di Annalisa Casciani

30 Ottobre 2011 09:17

L’AQUILA – Nonostante le molteplici denunce di AbruzzoWeb, la discarica a cielo aperto nel nucleo industriale di Monticchio (L’Aquila), resta saldamente piazzata nel suo angolo di strada, sito ormai “storico” per chi volesse compiere un pellegrinaggio al centro dello squallore o toccare con mano in che modo il Comune dell’Aquila smaltisca “prontamente” l’amianto.

Infatti, dopo la comunicazione del Corpo forestale che le vasche dell’autoclave erano state spruzzate di vernice collante e imballate dal Comune dell’Aquila, procedura che ci era stata comunicata come di prassi, ci si sarebbe aspettata una pulizia veloce del sito e lo smaltimento ancora più tempestivo dell’eternit: invece nulla, tutto resta fermo dov’era qualche settimana fa.

Non si capisce come mai, ma l’Asm ancora non provvede a ripulire l’area, che ha visto passare decine e decine di rifiuti ingombranti. Infatti, la particolarità del luogo è il transito momentaneo, anche soltanto un paio di giorni, degli oggetti vecchi, perché quello che per qualcuno è robaccia vecchia, logora e da buttare, per un altro è un “fine” pezzo d’antiquariato.

Tra gli habitué della discarica è partito il “baratto” folle, all’ultimo scambio. Chi va per liberarsi di un vecchio triciclo di plastica, che i figli ormai adulti non usano più, si carica un kit “vintage” di mobili da giardino, tre sedie e un bel tavolinetto di vimini, e in barba se la paglia è un po’ ammuffita e sfilacciata dalle piogge degli ultimi tempi: con la crisi non si va tanto per il sottile.




AbruzzoWeb che, ogni due tre giorni, controlla la situazione del sito nella speranza di poter comunicare ai lettori che è stata finalmente ripulita, ha preso visione di questo scambio di cianfrusaglie, perché la discarica di Monticchio è davvero un porto di mare e un mercato di paccottiglia, e il suddetto kit di mobili da giardino, che fino a una settimana fa si stagliava allegro in cima alla montagna, oggi, non c’è più.

Parlando seriamente, la questione è davvero grave, le promesse di una rapida pulizia della discarica, fatte dalla Forestale, sono rimaste sulla carta, i rifiuti continuano ad ammassarsi ogni giorno di più e l’amianto, altamente pericoloso, è alla portata di tutti.

Quello che questo giornale si chiede è se sia normale, e permesso dalla legge, lasciare un materiale così inquinante e dannoso per la salute, incustodito in un nucleo industriale, dove chiunque, può entrare, anche accidentalmente, in contatto.

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