L’AQUILA: IL CONDOMINIO DI VIA FONTESECCO ”SENZA VELI” DOPO TRE ANNI DI LAVORI

di 595246

13 Luglio 2019 08:00

L'AQUILA – Si “scopre” il Condominio di via Fontesecco, il “serpentone” che occupa tre numeri civici, 5, 15 e 21, e che, proprio in questi giorni, si è liberato di teli e gran parte dell'impalcatura, mostrando il suo colore arancio.

Il palazzo torna a rinascere così insieme al centro dell'Aquila anche se in ritardo rispetto ai tempi programmati dall'azienda Sea di Perugia che poco prima di Pasqua 2016, quando è stata demolita la vecchia struttura, sperava di concludere i lavori, da quasi 4,3 milioni, entro la primavera 2018.

A curare la progettazione e la direzione è stata l’aquilana Zed Progetti, per 500 mila euro, con il progettista Giovanni Pierini e il direttore dei lavori e responsabile sicurezza Paolo Croce.

L'edificio comprende, come quello demolito, 25 unità abitative, inizialmente tutte dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale (Ater), cedute nel tempo agli affittuari: al momento del sisma questi alloggi erano per lo più abitati da anziani oppure affittati a studenti.




L’Ater possiede ancora un appartamento, peraltro di gran pregio, sull’attico, visto che questo è l’unico dei quattro palazzi ad avere un terrazzo alla stessa altezza di ponte Belvedere, e anche tutti i 6 negozi al piano terra, che andranno riaffittati dal momento che i contratti in essere sono stati rescissi nel 2012 dalla cosiddetta “legge Barca”.

Intanto, in attesa dell'ultimazione definitica dei lavori, attesa a tretto giro, cominciano a fioccare i primi apprezzamenti e le prime critiche, soprattutto relativamente al colore, giudicato da qualcuno troppo acceso o semplicemente non in linea con le tonalità chiare dei palazzi circostanti.

La questione del colore, in realtà, è stata affrontata attraverso uno studio: all’epoca della realizzazione il rosso mattone, inizialmente ipotizzato nel nuovo progetto, era quello degli edifici pubblici e quindi non è stato approvato. Ci si è quindi orientati verso il “giallo Napoli” tradizionalmente usato per l’edilizia privata, ma in fase di ricostruzione più avanzata sono state fatte altre prove di colore, fino ad rrivare a quello attuale. (azz.cal.)

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