L’AQUILA: IN DUEMILA IN PIAZZA CONTRO LE MAFIE, DON CIOTTI, ‘MAI DIMENTICARE”

21 Marzo 2019 14:18

L'AQUILA – “Ci sono tante storie e volti che non si conoscono. Non è possibile che l'80 per cento dei famigliari delle vittime di mafia non conoscano la verità o la conoscano solo in parte”.

Anche all'Aquila, in una Piazza Duomo gremita di studenti è arrivato forte il messaggio di Don Luigi Ciotti, presidente e fondatore di Libera, in collegamento da Padova con altre 4 mila città, per la ventiquattresima Giornata della Memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie.

Circa duemila in piazza, tra studenti provenienti da tutte le scuole d'Abruzzo, cittadini, sindacati ed associazioni, tra le quali Legambiente, Wwf, Arci e Anpas. Nel decennale del terremoto, Libera ha scelto di svolgere la Giornata regionale proprio all'Aquila, iniziando con un corteo partito da Collesapone alle 9,30 che, dopo aver percorso tutto il centro storico è arrivato in piazza Duomo.

Qui sono stati letti i nomi di mille vittime innocenti delle mafie, un rosario civile per non dimenticare, per non farle morire mai con in sottofondo le note degli allievi del Conservatorio dell'Aquila.

“Dobbiamo dare la verità perché solo così si costruisce la giustizia”, il messaggio che Don Ciotti ha più volte ribadito da Padova, ricordando tanti casi noti alle cronache. Memoria e impegno sono tra i pilastri fondanti la storia di Libera: “non ci può essere impegno senza la valorizzazione della memoria, non ci può essere rispetto e riconoscimento della memoria se non attraverso la pratica quotidiana dell'impegno per la giustizia.




“Le mafie – ha ricordato don Ciotti – sono presenti in tutto il territorio nazionale, come dice il rapporto che è stato fatto dal Parlamento. Si sono rese più flessibili e reticolate, sono loro che fanno rete e crescono nelle alleanze. Soprattutto – ha aggiunto – sono diventate imprenditori e imprenditrici. Non possiamo dimenticare questa area grigia di commistione tra legale e illegale”.

“Sono 163 anni che parliamo di mafie. Non è possibile. Non è possibile in un paese civile che l'80 per cento dei familiari delle vittime non conosce la verità o la conosce solo in parte. Abbiamo bisogno della verità su Giulio Regeni e Ilaria Alpi e abbiamo  e abbiamo bisogno di notizie su Padre Dell'Oglio e Silvia Romano“.

“C'è gente che ha deciso di metterci la faccia e far capire da che parte sta. In questo momento nel nostro paese dobbiamo alzare la voce, mentre tanti scelgono un prudente silenzio”, ha concluso Don Ciotti.

Nel pomeriggio la memoria si tradurrà in impegno attraverso due iniziative: presso il Gran Sasso Science Institute si terrà un momento di approfondimento sul tems “Ricostruzione trasparente: edilizia scolastica e comunità monitoranti”, mentre i ragazzi delle scuole saranno accompagnati a scoprire le bellezze storiche e architettoniche della città, in collaborazione con Fai, Legambiente e Csv.

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