L’AQUILA: LACRIME A MESSA IN RICORDO GIUSEPPE IOANNUCCI; DON TRACANNA, “SOFFERENZA SIA REDENZIONE”

25 Aprile 2021 16:08

L’AQUILA – “Siamo qui per pregare e ricordare il nostro fratello Giuseppe a due anni dalla sua improvvisa morte. Pensando alla laboriosità di Giuseppe ma anche a quella della sua famiglia che ora soffre per la sua morte, mi tornano in mente le parole del nostro Vescovo nel messaggio di Pasqua: ‘Quando la nostra vita è visitata dai problemi, la risposta deve essere perentoria: non lasciarsi ingoiare dalla difficoltà, né restare imbrigliati nelle sabbie mobili delle nostre emozioni. Bisogna affidarsi al Padre che è nei cieli e uscire subito da noi stessi, mettendosi ad amare: ciò non significa solo compiere il bene, ma fare il bene che Dio vuole’”.

Con parole piene di umanità e di condivisione del profondo dolore della famiglia, così il parroco di Pizzoli, don Claudio Tracanna, ha ricordato nella sua omelia pronunciata ieri sera in occasione del secondo anniversario della morte di Giuseppe Ioannucci, il noto e stimato imprenditore aquilano, scomparso prematuramente a 47 anni sul Gran Sasso per un malore il 25 aprile del 2019.

La messa in suffragio si è svolta nella chiesa di Santo Stefano Protomartire nel comune ad una decina di chilometri dall’Aquila, in un clima di grande commozione nei cuori e nelle menti dei tanti, parenti ed amici, che hanno voluto partecipare alla Santa Messa alla memoria di un uomo, buono e generoso, che ha lasciato un segno indelebile in quanti lo hanno conosciuto. In prim fila, con un dolore immenso ma composto, i familiari, la moglie Sara, la figlia Michelle, la mamma Ivana ed i fratelli Domenico e Christian. Si sono stretti intorno a loro compaesani e amici che hanno avuto la fortuna di imbattersi in Giuseppe, un punto di riferimento per tutti, sempre pronto a dare una parola di conforto e ad aiutare il prossimo, soprattutto le persone in difficoltà.

“Gesù, come ci ha ricordato il Vangelo di Giovanni appena proclamato, non è un mercenario ma è il buon pastore che dona la vita per noi. Quindi non ci lascia mai soli, abbandonati a noi stessi, sempre ma soprattutto nell’ora del nostro dolore – ha continuato don Claudio -. Proprio grazie al dono della sua vita, che abbiamo celebrato da poco a Pasqua, possiamo essere certi che ogni sofferenza che viviamo durante la nostra esistenza, anche quella per la morte di Giuseppe, anziché ucciderci, deprimerci, può essere occasione di rinascita, di redenzione. La sofferenza vissuta con il Risorto, secondo il Vangelo, quindi può essere l’occasione per una crescita totale, spirituale ed umana, di ognuno di noi”,  ha concluso il giovane sacerdote.

L’indimenticato imprenditore, appassionato di sport e di montagna, si era sentito male sul Gran Sasso mentre stava tornando a valle con la sua tavola da sci dopo aver rinunciato ad una escursione ad alta quota proprio perché aveva accusato problemi allo stomaco. La sua morte, improvvisa considerando che si trattava di una persona in perfetta salute ed appassionato e praticante di sport di montagna e di acqua, ha gettato nella disperazione la famiglia e lasciato attonita una intera comunità che aveva apprezzato le doti umane di un uomo molto stimato e conosciuto.

In occasione del primo anniversario della morte, allo sfortunato imprenditore è stato dedicato un Monumento realizzato dall’artista aquilano Valter Di Carlo che raffigura il compianto Giuseppe nel pieno della sua forma fisica terrena intento ad accarezzare sua figlia, la piccola Michelle, con al fianco un wakeboard, la tavola che si utilizza sia per lo sci d’acqua sia per lo snowboard, a rappresentare il mare e la neve e la montagna, le sue grandi passioni: è stato posto a San Vittorino, frazione del comune dell’Aquila, nello spazio antistante la moderna sede aziendale, Autodemolizioni San Vittorino, che Giuseppe, insieme ai fratelli Domenico e Christian, ha contribuito a costruire.

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