L’AQUILA: LAVORATORI COOP SOCIALE, “APPALTO MANUTENZIONE C.A.S.E. E M.A.P. RINNOVATO, MA PER NOI NO CERTEZZE”

13 Ottobre 2020 06:55

L’AQUILA – “Siamo in grande difficoltà, siamo dei lavoratori con il contratto scaduto e senza ammortizzatori sociali. Nonostante un appalto rinnovato da poco, anziché garantirci il lavoro ci tolgono la dignità”.

Ennesimo grido d’allarme all’Aquila dal fronte lavorativo. Ad essere in forte difficoltà sono i lavoratori della cooperativa sociale Ambiente e Territorio, che ha l’appalto per la manutenzione del verde pubblico dei Progetti C.a.s.e. e M.a.p. per il Comune dell’Aquila.

Si tratta di una decina di lavoratori che denuncia di avere contratti di lavoro a singhiozzo durante l’anno.

“Da mesi – raccontano ad AbruzzoWeb – siamo in fermo lavorativo. E dal 12 settembre è scaduto il contratto”.

“Una situazione gravissima – proseguono – che è stata fatta presente la scorsa settimana al capo di Gabinetto del sindaco. Eppure con un appalto rinnovato a luglio 2020 per due anni i soldi stanziati e noi siamo senza lavoro…”.

Insomma, secondo i denuncianti il contratto dovrebbe avere la durata dello stanziamento.




“Invece di garantirci il lavoro, stanno rovinando la nostra dignità”, concludono.

La vicenda riguarda un settore, l’Ambiente, la cui delega era di competenza dell’assessore salviniano Fabrizio Taranta, a cui è stata ritirata dal sindaco, Pierluigi Biondi, insieme a quelle degli altri due leghisti Fabrizia Aquilio e Daniele Ferella nell’ambito della crisi politica, ancora irrisolta, in seno alla maggioranza di centrodestra al Comune dell’Aquila.

Nei giorni scorsi a sollevare il problema drammatico dei costi non più sostemibili del progetto C.a.s.e. e M.a.p. è stato il consigliere di Cambiare insieme- Idv in consiglio comunale, Lelio De Santis.

“Sono costretto a sollecitare la Giunta comunale, dopo la denuncia in Commissione e l’inoltro degli atti alla Corte dei Conti, sulla gravità dei ritardi nella riscossione delle utenze e dei canoni del Progetto Case. Mentre le pochissime ingiunzioni fiscali emesse dal Comune per il pagamento delle bollette del consumo del gas sono state impugnate dagli inquilini, circa 700 atti giudiziari per il recupero delle morosità riferite ai canoni ed all’energia per riscaldamento giacciono nei
cassetti da mesi, determinando un grave danno per le casse comunali”.

E ha aggiunto: “L’invio delle bollette per i consumi del gas è fermo al luglio 2018 ed il recupero delle morosità precedenti è lasciato solo alla buona volontà degli inquilini. Come accertato dagli uffici, le morosità e le spese non coperte superano i 20 milioni, che devono sopportare il bilancio comunale e, quindi, tutti i cittadini aquilani! La gestione di questo ingente patrimonio è improvvisata e spacchettata in diversi settori che spesso non comunicano. Ho sollecitato a più riprese la necessità di unificare la gestione amministrativa e politica del Progetto Case, ma finora il sindaco e la Giunta hanno dimostrato disinteresse e scarsa consapevolezza della delicatezza della situazione e delle conseguenze sul piano finanziario ed economico”.

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