L’AQUILA: LETTRICE DENUNCIA, ”SOSTA SELVAGGIA E VIA VAI AUTO ALL’INTERNO DEL CIMITERO”

20 Febbraio 2019 15:43

L'AQUILA – “Un continuo via vai di auto tra le lapidi, soste selvagge all'interno del cimitero monumentale dell'Aquila”.

È la situazione “inaccettabile” e “non dignitosa” che segnala una lettrice di AbruzzoWeb attraverso una mail corredata di immagini che ritraggono quanto denunciato.

La donna sottolinea “il non rispetto sia nei confronti dei defunti, sia nei confronti di chi si reca a far visita ai propri cari, ritrovandosi regolarmente automobili sfrecciare a fianco”. 





“La zona del cimitero, cui si accede da via del Torcituro, è regolarmente frequentata da automobili che non sembrano possedere alcun permesso per poter accedere all'interno e che, al contrario, dovrebbero usufruire dell'ampio parcheggio presente pochi metri prima – scrive la lettrice – Le transenne sono perennemente aperte e le automobili arrivano e si fermano nei pressi delle tombe, come si trattasse di un normale parcheggio”. 

La donna, poi, precisa di aver già denunciato il fatto, ma che “nonostante diverse segnalazioni della problematica all'amministrazione di competenza, non è stato preso alcun provvedimento, tanto che questi cittadini poco civili continuano a non rispettare la regola di divieto di accesso, nonché le regole basi della civiltà”.

“Inutile sottolineare che non è più possibile vivere un momento di silenzio e pace in un luogo che, al contrario, dovrebbe essere caratterizzato dalla quiete e dal rispetto e che ormai somiglia più a una strada statale – aggiunge ancora – Sarebbe auspicabile un intervento da parte dell'amministrazione per consentire l'ingresso con l'autoveicolo all'interno del cimitero soltanto a chi ne abbia realmente diritto, individuando una modalità per regolamentare e controllare gli ingressi. Qualora il passaggio debba rimanere aperto per motivi di 'cantiere', diventa necessaria la creazione di un divisorio che separi la zona delle tombe dalla 'strada'. Soltanto in questo modo potrebbe essere restituita dignità ai defunti e ai loro cari”, conclude. (red)

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