L’AQUILA, LIBRO ORSINI SU PROCESSO GRANDI RISCHI: “UN FEDELE PERCORSO DI QUANTO ACCADUTO”

9 Settembre 2021 22:23

L'Aquila: Abruzzo

L’AQUILA – “Questo libro è particolarmente importante perché cronologicamente ripercorre tutto. Rileggendolo oggi, a distanza di tempo, io stesso che quella vicenda processuale l’ho vissuta personalmente, trovo un fedele percorso di tutto quello che è accaduto”.

Sono le parole del magistrato Marco Billi al termine delle presentazione del volume “Tranquilli – Il processo alla Commissione Grandi Rischi”, che si è svolta oggi all’Aquila nel cortile della Libreria Polarville, insieme all’autore, il giornalista Rai Alberto Orsini, e Fabio Picuti, pm del processo di primo grado. Moderatrice la giornalista Eleonora Falci.

Una cronaca giornalistica minuziosa e completa del procedimento giudiziario aperto dalla procura della Repubblica dell’Aquila contro la Commissione Grandi Rischi, organo scientifico consultivo della presidenza del Consiglio, all’indomani del terremoto del 6 aprile 2009, in cui morirono 309 persone, con 1.500 feriti e 100 mila sfollati.

“Il libro nasce da una raccolta di articoli che ho scritto per AbruzzoWeb nel periodo tra il 2010 e il 2018. C’è tutta la vicenda della Commissione Grandi Rischi, dalli avvisi di garanzia alle sentenze di Cassazione. Gli articoli del giornale sono stai presi, ricuciti e trasformati in un racconto unico che ripercorre tappa per tappa questa vicenda”, ha spiegato Orsini.

Gli scienziati della Cgr, in particolare, sono stati imputati di omicidio colposo e lesioni, e assolti in via definitiva nel 2016, tranne una condanna passata in giudicato per l’ex vice capo della Protezione civile, Bernardo De Bernardinis, a 2 anni di carcere. L’accusa ipotizzata dagli inquirenti era di aver rassicurato la popolazione e sottovalutato il rischio sismico nella riunione del 31 marzo 2009 svolta all’Aquila, a soli cinque giorni dal terremoto distruttivo.

E proprio alla tranquillizzazione, smentita quasi del tutto dalle sentenze, ma percepita e ribadita da decine di cittadini, fa riferimento il titolo dell’opera, “Tranquilli”, abbinato a uno dei simboli metaforici più dolorosi del processo: il bicchiere di vino da poter bere, come ipotizzato da un giornalista in un’intervista prima della riunione, a cui De Bernardinis rispose positivamente, mettendo in atto proprio in quel momento, secondo tre gradi di giudizio, la rassicurazione.

“Un processo importante – ha spiegato Billi,  che fu giudice monocratico nel processo di primo grado e autore della prima sentenza di condanna con oltre mille pagine di motivazioni – perché segna una svolta  per lo Stato che si trova a riflettere su una modalità di analisi di una situazione pericolosa per la collettività. Una volta analizzato il rischio, una volta comunicato l’esito dell’analisi del rischio e concretizzatosi l’evento pericoloso, deve esserci un’analisi giuridica – come in questo caso – sulla correttezza dell’ analisi. Si tratta di una fase importante per lo Stato e tutta la comunità scientifica”.

Commenti da Facebook
RIPRODUZIONE RISERVATA
    Articolo

    Ti potrebbe interessare: