L’AQUILA, MUORE IN OSPEDALE SU UNA BARELLA:
DISPOSTA AUTOPSIA, OSPEDALE IN AFFANNO

22 Gennaio 2022 09:07

L'Aquila: Sanità

L’AQUILA – Crescono i contagi covid in Abruzzo e molte strutture sono paralizzate anche a causa della carenza di personale, è il caso dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila dove continuano ad arrivare segnalazioni: l’ultima riguarda un uomo di 81 anni, malato oncologico, entrato in Pronto soccorso ieri alle 9.15 e morto nel pomeriggio.

I familiari, spiega Il Messaggero che ha raccolto la loro testimonianza, sostengono che l’uomo è stato lasciato molte ore sulla barella e avrebbe riferito loro di non aver avuto né cibo né acqua. Poi il decesso, comunicato intorno alle 17. È stata disposta l’autopsia. Al momento non è stata sporta denuncia.

Fonti del reparto sostengono invece che il paziente è stato trattato in maniera corretta e con tutte le procedure necessarie.

Nei giorni scorsi AbruzzoWeb ha raccolto un’altra testimonianza di una persona positiva al covid che ha raccontato la sua odissea vissuta all’ospedale San Salvatore, denunciando di essere stata a lungo in ambulanza in attesa di essere curata e questo per via della chiusura del reparto covid per mancanza di personale del cosiddetto G8, piccolo ospedale realizzato in occasione dell’evento mondiale che si è solto all’Aquila dopo il sisma dell’aprile 2009.

Una situazione sempre più delicata, come sottolineato dal dottor Alessandro Grimaldi, primario di malattie infettive dell’ospedale San Salvatore e segretario regionale abruzzese del sindacato ANAAO, che ha lanciato un allarme in relazione alle carenze di personale nella struttura aquilana di nuovo sotto pressione per il forte aumento di contagi dovuto alla variante omicron.

“A livello di personale siamo in una situazione difficilissima, con accorpamenti e turnover dei reparti e con i contagi che colgono anche nella nostra categoria, in particolare gli infermieri, oggi abbiamo gravi difficoltà ad erogare cure, prestazione e servizi”.

Grimaldi ha lanciato un messaggio al dg, Ferdinando Romano, in sella da circa sei mesi, ma anche alle istituzioni e alla politica: “Cercheremo di portare tutte le nostre istanze, come già fatto, al direttore generale il quale sta facendo uno sforzo enorme per riorganizzare, per tagliare gli sprechi però è chiaro che adesso oltre che tagliare è arrivato il momento di investire”.

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