L’AQUILA: MUTTI RISPONDE A FIGLIA MALATA TUMORE, “PAZIENTI NON SONO PEDINE, CAMBIA SOLO PERCORSO”

20 Giugno 2024 16:12

L'Aquila - Cronaca, Sanità

L’AQUILA – “I pazienti non vengono considerati delle ‘pedine’, Al contrario, c’è una costante attenzione alle loro esigenze e fragilità: ascoltiamo con attenzione le loro preoccupazioni, ci dedichiamo con passione a offrire le nostre cure, perché per noi ogni vita è preziosa. Proprio per offrire le migliori cure possibili, si è presa la decisione di rimodulare i compiti delle due oncologie. Questa decisione nasce dal desiderio di garantire un percorso terapeutico ottimale, mirato e personalizzato per ogni paziente”.

Lo scrive in una nota inviata a questa testata, il professor Luciano Mutti, primario Uoc Oncologia dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, rispondendo alla lettera della figlia di una donna malata di tumore dal 2022, a in cui si annotano gli inenarrabili disagi subiti in un ospedale, il San Salvatore dell’Aquila, e in una Asl provinciale definite “nel marasma”, in una delle prestazioni che dovrebbero invece, vista la gravità della patologia, garantire il massimo dell’efficienza, e della vicinanza al paziente. In particolare si denuncia il disagio rappresentato dal passaggio della presa in carico dall’Unità operativa semplice di Oncologia territoriale guidata da Enrico Ricevuto, professore associato dell’università dell’Aquila in regime di convezione ed ex primario, al reparto di oncologia dell’ospedale San Salvatore, la unità operativa complessa diretta dal primario, Luciano Mutti, anche lui professore associato in regime di convenzione.

LA REPLICA DEL PROFESSOR MUTTI





In qualità di primario dell’Oncologia dell’ospedale dell’Aquila, ritengo doveroso rispondere alla lettera della figlia di una paziente, pubblicata recentemente su Abruzzoweb, in cui si critica la riorganizzazione del servizio di somministrazione delle cure chemioterapiche.

Voglio innanzitutto sottolineare con forza che i pazienti non vengono considerati delle “pedine”, come viene affermato nella lettera. Al contrario, c’è una costante attenzione alle loro esigenze e fragilità: ascoltiamo con attenzione le loro preoccupazioni, ci dedichiamo con passione a offrire le nostre cure, perché per noi ogni vita è preziosa.

Proprio per offrire le migliori cure possibili, si è presa la decisione di rimodulare i compiti delle due oncologie. Questa decisione nasce dal desiderio di garantire un percorso terapeutico ottimale, mirato e personalizzato per ogni paziente. Il piano oncologico regionale ha assegnato, alla struttura complessa dell’Oncologia ospedaliera, l’attività oncologica di degenza, le prestazioni ambulatoriali e il day hospital. Al contempo, alla struttura dell’Oncologia territoriale è stato dato il compito specifico di somministrare sul territorio terapie a bassa complessità, come quelle per via orale, intramuscolo o sottocutanea.





Questo riassetto ha permesso una logica integrazione dei compiti tra le due strutture, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza e la qualità delle cure offerte ai nostri pazienti. È fondamentale ribadire che tali integrazioni non hanno causato ritardi nella somministrazione delle terapie. Al contrario, hanno consentito di allineare le terapie complesseinfusive somministrate dall’Oncologiaai migliori standard internazionali, adottando protocolli aggiornati rispetto a quelli precedenti.

La nostra priorità è e rimane il benessere dei pazienti. Continueremo a lavorare con dedizione e impegno per assicurare che ogni persona riceva le cure migliori, nel rispetto della loro dignità e delle loro necessità”.

 

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