L’AQUILA, NASCONDEVANO LA DROGA VICINO AL CIMITERO: ARRESTATI DUE SPACCIATORI

18 Agosto 2021 18:52

L'Aquila: Cronaca

L’AQUILA – Nascondevano la droga vicino al cimitero dell’Aquila: due albanesi sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio.

Nella serata dello scorso 17 agosto, il personale della Squadra Mobile del capoluogo, mentre era impegnato in un’attività di prevenzione e contrasto allo spaccio di stupefacenti disposta in sinergia con i potenziati servizi di controllo del territorio, ha notato un’auto Opel Corsa, con a bordo due giovani, che si aggirava con fare sospetto.

L’auto, infatti, giunta nei pressi del cimitero dell’Aquila ha svoltato velocemente a sinistra entrando in una stradina secondaria. La manovra non è passata inosservata ai poliziotti che si sono nascosti osservando con attenzione i movimenti dei ragazzi; questi ultimi, fermata l’auto, sono scesi per prelevare un involucro di plastica, da un riparo nascosto dietro a un albero, per poi risalirvi e cercare di allontanarsi.

Qui sono stati però fermati dagli operatori della Sezione Antidroga della Squadra Mobile che hanno proceduto al controllo dei due soggetti, identificati per I.M. di 22 anni e K.H. di 20 anni, entrambi di nazionalità albanese, e hanno rivenuto un involucro in cellophane contenente 20 dosi di cocaina già confezionate per essere immesse nel mercato e per un peso complessivo di oltre 10 grammi.

La successiva perquisizione domiciliare, eseguita nell’abitazione di I.M., ha inoltre consentito di rinvenire la somma di 7.055 euro, suddivisa in numerose banconote da 20 e 50 euro, probabile provento dell’illecita attività di spaccio, anche in considerazione che entrambi i giovani non lavorano.

I due soggetti sono stati quindi arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e messi a disposizione dell’Autorità giudiziaria per l’udienza di convalida celebratasi questa mattina, a seguito della quale il Gip del Tribunale dell’Aquila ha emesso l’obbligo di presentazione alla P.G. per I.M., già pregiudicato per reati specifici, e rimetteva in libertà K.H. in attesa di giudizio.

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