L’AQUILA, NEONATO MORTO IN OSPEDALE: SOTTO INCHIESTA SEI OPERATORI SANITARI

4 Gennaio 2022 18:02

L'Aquila: Cronaca

L’AQUILA – Saranno gli accertamenti medico-legali a fare luce sulla tragedia che si è consumata nel reparto Maternità dell’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila dove, la notte del 30 dicembre, una mamma positiva al covid ha dato alla luce il suo bambino per poi scoprire, poco dopo, che era morto.

Secondo una prima ricostruzione, come riporta Il Messaggero, la donna fino agli ultimi istanti prima di partorire è stata sempre rassicurata sul buon andamento della gravidanza, tenendo conto anche della circostanza di essere risultata positiva al Covid. La notte del 30 dicembre è stata trasferita nel reparto maternità visto l’imminente parto. Ma quando alle 2 e mezza del mattino del 31 dicembre il neonato è venuto alla luce, anziché essere posto dopo poco tra le braccia della donna, la stessa si è sentita dire che per lui non c’era più nulla da fare. Al momento non si sa se il neonato sia venuto alla luce già morto oppure il quadro clinico del nascituro è improvvisamente peggiorato.

Saranno gli accertamenti eseguiti ieri in ospedale, a provare a chiarire i dubbi ai genitori e ai loro familiari, ma anche alla Procura della Repubblica che nella persona del sostituto procuratore Roberta D’Avolio ha immediatamente disposto il sequestro della cartella clinica della partoriente e ha iscritto tecnicamente sul registro degli indagati (anche tecnico a tutela) i medici che a vario titolo si sono occupati della partoriente.

Sono stati i famigliari della donna a presentare denuncia e a chiedere che sulla vicenda vengano eseguite tutte le verifiche del caso. Per questo motivo, il Pm D’Avolio ha iscritto sul registro degli indagati con l’ipotesi di reato in omicidio colposo, i sanitari che a vario titolo hanno avuto a che fare con la partoriente. Si tratta, come riporta Il Messaggero, di Mariangela Sfarra, Cristina Calandrella, Sandra Di Fabio, Cecilia Di Natale e Donatella Lattanzi. Insieme a loro figura anche Gabriele Iagnemma, ginecologo, medico curante della donna che però non ha partecipato alle fasi di parto. Si tratta di avvisi di garanzia iniziali che potrebbero cambiare in relazione all’andamento dell’inchiesta e soprattutto alle risultanze degli esami medico-legali.

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