L’AQUILA: OMICIDIO FADANI; CONSULENTE CONVOCATO PER PROSSIMA UDIENZA

29 Febbraio 2012 19:32

L'Aquila: Abruzzo

L’AQUILA – Il consulente della procura di Teramo, che ha redatto la perizia medico-legale sulle cause del decesso di Emanuele Fadani, l’imprenditore di 38 anni di Alba Adriatica (Teramo) ucciso a pugni il 10 novembre 2009, sarà sentito il prossimo 13 marzo per chiarire alcuni aspetti della relazione medica.

Lo hanno stabilito i giudici della Corte d’Assise d’appello dell’Aquila quest’oggi, al termine di una camera di consiglio durata circa tre ore, nel corso della seconda udienza del processo di secondo grado con il rito abbreviato, nei confronti di Elvis e Danilo Levakovic e Sante Spinelli, i tre zingari di Alba Adriatica accusati di concorso nel delitto.

Dopo le repliche delle parti e il ritiro in camera di consiglio, la Corte ha sorpreso tutti perché invece della sentenza ha emesso l’ordinanza con cui convoca alla prossima udienza il medico legale Cristian D’Ovidio.

In particolare, il consulente della pubblica accusa dovrà chiarire natura e probabile origine di due ferite lacero-contuse presenti sul volto e sulla testa della vittima.

Si tratta di una lesione sulla parte sinistra della fronte e di un’altra alla base del naso, ritenute dallo stesso perito non mortali, a differenza dell’unico pugno sferrato sul volto dell’imprenditore, per il fatto stesso di non aver provocato fratture o ripercussioni sulle strutture encefaliche.

A chiedere un approfondimento sulla natura di queste lesioni era stata l’avvocato della parte civile, Gabriele Rapali, che rappresenta in giudizio la madre e il fratello di Fadani.

Secondo la parte, quelle lesioni, anche se non mortali, rappresenterebbero la conferma di un pestaggio da parte dei rom e dunque la conferma di una partecipazione attiva di tutti e tre gli zingari nel delitto.

In primo grado, dinanzi al gup teramano Giovanni de Rensis, il solo Elvis Levakovic era stato condannato a dieci anni di reclusione per omicidio preterintenzionale, mentre gli altri due erano stati assolti con formula piena.

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