L’AQUILA: ONLUS ANTONIO PADOVANI DONA DEFIBRILLATORE DISPONIBILE H24

2 Ottobre 2017 12:05

L'AQUILA – “Ogni anno in Italia quasi 70 mila persone sono vittime di un arresto cardiaco inaspettato, è un dato allarmante, un po' come se durante una partita di calcio calasse improvvisamente il silenzio e i giocatori, alzando lo sguardo, trovassero tutti gli spalti vuoti, un pò come se camminando in una città di medie dimensioni come L'Aquila ci ritrovassimo soli, circondati dal vuoto più assoluto”.

Una scelta ''di cuore'', quella della Onlus ''Antonio Padovani'', di donare alla città dell'Aquila una postazione munita di defibrillatore operativo e disponibile 24 ore su 24.

La Onlus è nata nel 2016 con lo scopo di realizzare e sviluppare progetti di assistenza sociale e socio-sanitaria interessandosi allo sviluppo e all'accrescimento del sostrato sociale del territorio aquilano, in ricordo di Antonio Padovani, volto noto della politica aquilana, storico socialista, ex assessore provinciale, padre dell'ex consigliere comunale dei Socialisti riformisti Gianni e del suo fratello gemello Agostino.

Padovani è morto per un malore, mentre era alla guida della sua auto, su viale Corrado IV, il 25 novembre del 2015.





“La Onlus si impegnerà inoltre – si legge in una nota di Gianni – a coinvolgere il Comune di Castelvecchio Subequo (L'Aquila) nel progetto Comune cardioprotetto, strutturato di pad (pubblic access defibrillation) sul territorio del comune della Valle Subequana. Entrambi i gesti al fine di prevenire i casi di arresto cardiaco improvviso, tutelando il diritto alla vita di ogni cittadino e lavoratore presente sul territorio”.

La scelta di Castelvecchio Subequo non è casuale, essendo il paese natio di Antonio Padovani, “un gesto di cuore dettato dalla passione e dall'impegno politico e personale che mio padre ha dimostrato durante la propria vita e la propria carriera politica e sportiva verso un territorio a lui molto caro”, ha spiegato ancora Gianni.

“Punto fondamentale per la realizzazione dei progetti è la sensibilizzazione della cittadinanza e la formazione e certificazione del personale laico al Basic life Support-defibrillation (Blsd). Questo rappresenta l'aspetto culturale di maggior rilievo per un progetto di cardioprotezione”, ha aggiunto.

Il primo risultato utile al quale punta la Onlus è infatti il coinvolgimento non solo degli operatori laici che parteciperanno ai corsi di formazione, ma anche delle famiglie e di tutte le fasce di giovani, portando avanti l'intento di promuovere la collaborazione nella tutela della salute e la solidarietà nei confronti del prossimo.

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