L’AQUILA, PAZIENTI FRAGILI PERDONO CORSIA PREFERENZIALE: “SOLO PAROLE, NOSTRE VITE A RISCHIO”

12 Gennaio 2022 08:21

L'Aquila: Sanità

L’AQUILA – Soggetti fragili come immunodepressi, pazienti oncologici o che hanno ricevuto un trapianto, non hanno più corsie preferenziali per i controlli all’interno dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila.

La segnalazione arriva da un lettore di AbruzzoWeb che ha voluto raccontare la sua esperienza.

“Ormai ci confondiamo tra la folla con la mascherina, abbiamo perso questa possibilità di proteggerci”, sottolinea.

LA NOTA COMPLETA

Sono L. G., sono stato sottoposto a un trapianto. Scrivo per portare alla luce una problematica vissuta da me e da tutti i soggetti fragili (immunodepressi, pazienti oncologici…), perché dopo essermi rivolto alla direzione sanitaria e al tribunale dei malati non ho avuto nessun risultato.

Prima della pandemia, io come tante altre persone immunodepresse, grazie, forse, all’utilizzo delle mascherine usate per nostra protezione e segno che ci distingueva da altri soggetti che non erano costretti a indossarla, avevamo una corsia preferenziale all’interno delle strutture ospedaliere, che ci consentiva di fare velocemente i nostri controlli, proteggendoci da possibili conseguenze dovute al contatto prolungato con altre persone.

Ora invece, nonostante la nostra condizione di fragilità persista, siamo costretti a fare lunghe file, (io sono stato addirittura 9 ore in attesa al pronto soccorso a contatto con altre persone), mettendo a rischio la nostra incolumità.

Mi chiedo come mai per le donne in gravidanza tale corsia preferenziale sia rimasta attiva e noi, che ormai ci confondiamo tra la folla con la mascherina, abbiamo perso questa possibilità di proteggerci.

Vorrei chiedere se, oltre a chiamare telefonicamente per avvisare che è pronta la “nostra” dose per il vaccino anti Covid, sia possibile fare qualcosa che attesti la condizione di fragilità e che ci dia la possibilità di fare i nostri controlli in modo veloce come prima, perché la condizione di fragilità non serve solo per riempirsi la bocca di belle parole, ma è una situazione che noi viviamo sulla nostra pelle, e stare a contatto con molte persone, in un momento di pandemia mette a rischio la nostra vita.

Grazie per l’attenzione.

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