L’AQUILA, PEZZOPANE: “FESTIVAL DA 800MILA EURO, CITTA’ CENTRO DI POTERE FDI, CHIESTO ACCESSO ATTI”

6 Ottobre 2022 17:04

L'Aquila - Politica

L’AQUILA – “Per il decennale del terremoto dell’Aquila il ministero della cultura nel 2019 aveva stanziato 700mila euro per il Festival degli Incontri, ideato da Silvia Barbagallo. Il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, lo ha platealmente boicottato in ogni modo, arrivando a dire ad Atreju, la kermesse annuale organizzata da Giorgia Meloni, che  Saviano e ZeroCalcare non erano graditi  a L’Aquila ‘perché è una città nobile e aristocratica’. Dopo 4 anni dal Decennale,  è stato presentato alla chetichella, ignorato dalle testate nazionali, il festival ‘Riscoprire l’Europa 2022’: 700mila euro recuperati dai fondi del Governo, più altri 100mila euro stanziati direttamente dal Comune. La presentazione è avvenuta a pochi giorni dall’inizio del festival previsto per  l’8 ottobre”.

Così, in una nota, la consigliera Pd al Comune dell’Aquila, la deputata Stefania Pezzopane, in merito alla kermesse che si svolgerà nel capoluogo regionale dall’8 al 16 ottobre. Già nei giorni scorsi Pezzopane aveva manifestato perplessità sul festival firmando una nota insieme ai consiglieri di centrosinistra Stefano Palumbo, Simona Giannangeli, Alessandro Tomassoni, Paolo Romano, Eva Fascetti, Stefano Albano, Emanuela Iorio, Enrico Verini, Elia Serpetti, Massimo Scimia, Lorenzo Rotellini (Qui il link).

E così oggi torna sul tema: “La prima domanda: a cosa serviranno gli oltre 120.000 euro di comunicazione con così pochi giorni di preavviso? La seconda domanda è: quali servizi fornirà questa società romana Alphaomega per 194mila euro e quali sono e sono stati i rapporti tra codesta società e l’amministrazione comunale ed il sindaco? Altre domande saranno oggetto di una specifica interrogazione”.

“Ricordiamo tutti la veemenza con cui il sindaco, oltre a denigrare alcuni degli ospiti previsti dalla direttrice artistica Barbagallo,  ha contrastato  il Festival degli Incontri, ululava: troppi soldi per pochi giorni e aggiungeva che con tutti quei soldi si potevano fare molte più cose spalmando gli eventi in un tempo più esteso. Tutto strumentale, infatti i fondi ora sono addirittura aumentati ad 800.000 euro ed i giorni sono davvero pochi dall’8 al 16, 9 giorni, quasi 100.000 euro al giorno”.

È una vicenda molto cupa, con segni gravi dell’oscurantismo. Biondi fece di tutto per far saltare ‘Il festival degli incontri’, per poi rimettere in piedi a suo uso e consumo una nuova kermesse. Le risorse stanziate sono state spostate dal Ministero della cultura di Franceschini a Palazzo Chigi e poi al Ministero delle politiche giovanili dell’ ex Ministro Spadafora e poi alla Ministra Dadone. Seppellito il Festival degli incontri, seppellito il decennale del terremoto 2009, seppellito anche il Festival della Montagna, e triste fine anche per il Festival della Partecipazione”.

“L’Aquila usata come laboratorio di censura e di uso rampante dell’evento culturale, a servizio della politica e del sindaco ed al servizio di un rigido sistema di potere. ‘Non è possibile spendere 700mila euro per fare una carnevalata di sinistra’, diceva  il sindaco dell’Aquila dal palco di Atreju. Nessuna carnevalata di sinistra, mentre ora è chiaro il disegno”.

“È stata messa in piedi dal 2017 una vorace macchina mangiasoldi ad uso e consumo del potere politico. Ma la questione a mio giudizio non si ferma qui. Ho chiesto questa mattina l’accesso agli atti per verificare tutti i passaggi e le procedure, nonché i nomi e cognomi di chi è stato chiamato dal sindaco a gestire gli 800.000 euro. L’Aquila da bere, non può finire come la ‘Milano da bere’ una città trasformata in un centro di potere in cui FdI esercita una egemonia politica anche con l’uso distorto della cultura: ossessivo è lo sforzo di dare la percezione di un benessere diffuso, una immagine modaiola, con un centro storico senza una funzione economico sociale, ma trasformato in un eventificio ancora poco abitato, senza scuole ne’ uffici pubblici, con punte estreme di rampantismo arrivista e opulento. Mentre i locali aperti con tanti sacrifici nel post terremoto, chiudono perché non riescono a pagare le bollette”, conclude Pezzopane.

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