L’AQUILA: PEZZOPANE, “SCUOLE ANCORA A RISCHIO SISMICO, CON BIONDI NOTTE FONDA”

8 Maggio 2022 12:06

L'Aquila: Abruzzo

L’AQUILA – “I ragazzi delle scuole comunali con indici di vulnerabilità non accertati saranno collocati a settembre in altri edifici, valutando situazioni architettoniche idonee con la ricognizione di spazi pubblici disponibili. Lo prometteva il sindaco uscente, Pierluigi Biondi, in campagna elettorale, nel giugno 2017. Sono passati cinque anni: i ragazzi delle scuole comunali sono ancora negli edifici di allora; in questi anni di mandato, il sindaco ha inaugurato due scuole – soltanto due – l’infanzia e primaria di Arischia e la primaria Mariele Ventre di Pettino, a conclusione di procedimenti che erano stati avviati dalla passata amministrazione. Per il resto, è notte fonda”.

Così ha dichiarato questa mattina la Deputata Stefania Pezzopane, candidata Sindaca del centrosinistra a L’Aquila.

LA NOTA COMPLETA

E’ un dato di fatto incontrovertibile che soltanto le scuole sotto soglia abbiano iniziato, soltanto iniziato, l’iter di ricostruzione; il risultato è che un bambino nato nel 2017, anno d’insediamento del sindaco Biondi, l’anno prossimo avrà l’età per andare a scuola e lo farà ancora in un musp.
Ad oggi, manca ancora un piano compiuto sul futuro assetto del patrimonio edilizio scolastico e, intanto, le scuole superiori restano in edifici vecchi, soltanto adeguati a livello sismico, sebbene ci fosse la possibilità di ricostruire scuole nuove, sicure e moderne.

Eppure, in questi anni mi sono battuta con forza, in Parlamento, per ottenere fondi e deroghe che, consentissero ai sindaci del cratere di assumere poteri commissariali mai avuti prima per accelerare i processi di ricostruzione. Non sono stati capaci.

Ciò che è accaduto negli ultimi giorni racconta della mancata programmazione di questa amministrazione, della totale assenza di una idea di città: con un cambio di rotta improvviso, si è deciso di realizzare il comando dei Vigili del fuoco alla ex caserma Rossi, laddove era stato annunciato prima un campus scolastico, con la realizzazione di nuovi edifici per la De Amicis e la Carducci e, poi, era stata localizzata, almeno a parole, la nuova sede dei licei annessi al Cotugno.

Oggi scopriamo che si ricomincia daccapo.
Con l’aggravante che è andato perso il finanziamento da 6,7 milioni concesso dal Ministero dell’Istruzione alla Provincia per l’adeguamento sismico della sede dei Cotugno a Pettino avendo deciso, Provincia e Comune a guida destra, di optare per la costruzione di una scuola ex novo, a valere di un altro finanziamento da 13 milioni di euro. Dunque, si è proceduto con fondi della provincia all’adeguamento dell’edificio di Pettino che, si è detto, sarebbe stato destinato ad ospitare uffici dell’Ente non appena si sarebbe inaugurata la nuova scuola. Ed invece, la nuova scuola non verrà realizzata: gli studenti e le studentesse resteranno nella sede di via da Vinci e il finanziamento da 13 milioni verrà dirottato altrove.

Un processo amministrativo folle, che dimostra, una volta di più, l’inadeguatezza di questa giunta comunale.

A nulla è servito il grido d’allarme lanciato dal capogruppo del Pd Stefano Palumbo che già da ottobre scorso aveva provato a suggerire proposte concrete per scongiurare il rischio di perdere le risorse; ma si sa, quando una proposta viene dall’opposizione è meglio farla cadere nel vuoto.
Ora, è davvero tempo di cambiare rotta.

Se gli aquilani mi accorderanno la loro fiducia, una delle prime azioni da sindaca sarà convocare gli Stati generali della scuola, con la partecipazione di studenti, insegnanti, famiglie e comitati. Va adottato, immediatamente, un piano strategico dell’edilizia scolastica che preveda, tra l’altro, un polo scolastico in centro storico, verticale dall’asilo nido e fino alle superiori. Per farlo, ci vuole un assessorato dedicato che si occupi, a tempo pieno, di scuola e formazione,  rafforzando col personale necessario gli uffici comunali dedicati: una vera e propria task force.

Servono meno comunicatori per la propaganda del sindaco e più funzionari per far ‘correre’ le carte. “

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