L’AQUILA, POLVERI NEI CANTIERI: “RISCHI PER LA SALUTE”. ASL AVVIA STUDIO, SOPRALLUOGHI E ANALISI

DELIBERA AZIENDA SANITARIA PER INDAGINE TRA LAVORATORI RICOSTRUZIONE: QUESTIONARI ANONIMI E VALUTAZIONE ESPOSIZIONE AD "AGENTI CHIMICI PERICOLOSI"

di Azzurra Caldi

9 Ottobre 2021 08:11

L'Aquila: Sanità

L’AQUILA – “Le lavorazioni edili espongono i lavoratori a una moltitudine di rischi per la salute e per la sicurezza” e nel caso dell’Aquila, con centinaia di cantieri ancora attivi a 12 anni dal terremoto, è necessario indagare ulteriormente sugli effetti di una esposizione prolungata alla polveri.

Proprio per questo la Asl, con delibera 1.565 del 29 settembre scorso, recependo le indicazioni del comitato etico delle Asl dell’Aquila e Teramo, ha dato il via libera allo studio osservazionale, che sarà condotto dal servizio di Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, dal titolo “valutazione dell’esposizione a polveri inalabili e respirabili e della percezione del rischio tra i lavoratori impiegati nei cantieri della ricostruzione della città dell’Aquila”.

I disagi per chi lavora o vive in prossimità dei cantieri sono una costante, una convivenza forzata che incide su molti aspetti della quotidianità, a partire dall’aria irresperibabile, specialmente nel periodo estivo, alla polvere che invade i negozi, gli uffici e ovviamente le case del centro che torna a ripopolarsi, come lamentato da molti residenti.

AbruzzoWeb aveva sollevato il problema lo scorso agosto intervistando il direttore dell’Arta, agenzia regionale tutela ambientale, Maurizio Dionisio, che aveva dichiarato: “L’unico modo per rilevare i valori di un eventuale inquinamento da polveri nelle zone del centro sarebbe mettere in funzione un mezzo mobile, che di solito utilizziamo in caso di eventi particolari. L’iniziativa, in questi casi, dovrebbe partire su sollecitazione dei cittadini attraverso la Asl o il Comune”.

E l’iniziativa, almeno a tutela dei lavoratori, è finalmente partita. Resta aperta la questione residenti, esposti anche per più tempo agli eventuali rischi. Anche perché, come sottolineato nello studio, “i valori medi sono stati ponderati sulle otto ore lavorative”.

Intanto, per quanto riguarda l’obiettivo dello studio, si legge nella delibera, è quello di “produrre conoscenze in merito al rischio chimico” in merito alla “percezione del rischio dei lavoratori esposti” e ai “livelli espositivi ad agenti chimici pericolosi nuovi e storici nell’ambiente di lavoro”.

La raccolta dati, provenienti dai campionamenti personali dell’aria e dalla somministrazione di questionari anonimi ai lavoratori, è stata realizzata nel corso dei sopralluoghi in cantiere da parte del personale del Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro.

Tra i rischi più rilevanti in questi particolari contesti lavorativi, “vi è quello di natura chimica di tipo inalatorio, a causa di processi lavorativi che impiegano o generano diverse sostanze e miscele”.

“Per tale motivazione – si legge ancora nel testo – i lavoratori edili sono generalmente esposti a fibre e polveri di vario diametro aerodinamico, soprattutto quelli impiegati in opere di demolizione”.

Ma a che genere di problemi di salute può portare questa esposizione? In molti casi, viene evidenziato: “può essere causa di diverse malattie a carico dell’apparato respiratorio come la Bronco Pneumopatia Ostruttiva (BPCO)”.

Per i rilevamenti, come spiegato ad AbruzzoWeb da Dionisio: “all’Aquila abbiamo una rete di centraline fisse, disseminate dopo uno studio condotto in maniera approfondita, in dei punti nevralgici che coprono l’intero territorio, come quelle di San Gregorio, Arischia, Santa Barbara. Per quanto riguarda le polveri sottili che vengono rilevate, “sono principalmente quelle derivanti da combustioni o dai tubi di scappamento delle autovetture oppure delle caldaie che emettono un particolato sottile, anche detto Pm10, particolarmente nocivo per la salute e che, sulla base di indicazioni che ci dà la Comunità europea, non può superare un determinato livello, pena il blocco della circolazione stradale”.

Il controllo costante diventa quindi fondamentale proprio perché in riferimento alle polveri sottili dei cantieri edili, in condizioni normali, “non c’è un monitoraggio specifico”.

 

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