L’AQUILA: PRECARIATO E DISOCCUPAZIONE, ASSEMBLEA PUBBLICA FESICA-CONFSAL ALL’OSPEDALE SAN SALVATORE

2 Giugno 2023 14:27

L'Aquila - Lavoro

L’AQUILA – Domani, sabato 3 giugno a L’Aquila, alle ore 11 nell’aula “Dal Brollo” dell’ospedale “San Salvatore”, spazio all’assemblea pubblica del sindacato Fesica-Confsal dell’Aquila.





Nell’assemblea, voluta e organizzata da Marcello Vivarelli, segretario provinciale Fesica-Confsal di L’Aquila e Teramo, e a cui prenderanno parte esponenti politici regionali e locali, medici e lavoratori precari, si parlerà anche della grave situazione in cui si trova la sanità pubblica aquilana. Tra gli altri, saranno presenti alcuni esponenti dell’Anaao, il sindacato dei medici dirigenti.

“Dobbiamo rimettere al centro di tutto le lavoratrici ed i lavoratori – spiega Vivarelli in una nota – e restituire loro la dignità eliminando il precariato, alzando i salari e ripristinando le tutele che negli ultimi decenni sono state erose o addirittura cancellate –. La sanità del precariato diffuso che, lo affermiamo da anni, si può eliminare attraverso l’internalizzazione di tutti i servizi via società in-house, è uno degli esempi che meglio spiega in quale brutta situazione sia il mondo del lavoro anche nel nostro territorio che oltretutto paga a caro prezzo un elevato livello di disoccupazione. Però, oltre all’impegno di una politica fino ad oggi pervenuta solo per meri calcoli elettorali, occorre quello delle lavoratrici e dei lavoratori insieme a tutte le sigle sindacali”.





“In questo contesto, il nostro sindacato – continua l’esponente Fesica-Confsal – intende aumentare la pressione sulla classe politica non soltanto regionale e locale con battaglie di ampio respiro, penso a quella sul salario minimo, che la classe dirigente di questo Paese non può continuare ad ignorare. Siamo nell’epoca del Jobs-act, dell’articolo 18 spazzato via, della distruzione del welfare, della terribile autonomia differenziata, dell’annientamento della solidarietà tra lavoratrici e lavoratori, dei favori al grande capitale, ai padroni, con effetti negativi che si sono pesantemente abbattuti anche sulla nostra regione”.

“E allora – conclude Vivarelli – è ora di svegliare l’Abruzzo, una regione che non fa altro che spopolarsi e impoverirsi, in cui le differenze tra zone costiere e aree interne aumentano ogni giorno. Ci stiamo balcanizzando, non possiamo e non dobbiamo permetterlo”.

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