L’AQUILA, PREMIO DONNA 2021 ANTONIO PADOVANI. SANITA’, INDUSTRIA, SOCIALE: TRE STORIE ABRUZZESI

di Azzurra Caldi

29 Luglio 2021 15:26

L’AQUILA – La forza delle donne in uno dei momenti storici più difficili, nella sanità, nell’industria, nello sviluppo sociale.

Questo il tema dell’evento, organizzato dalla Onlus Antonio Padovani, che si è svolto ieri sera al relais Magione Papale, all’Aquila, nel corso del quale è stato assegnato il “Premio Donna 2021” a Nathalie Dompé, amministratrice delegata di Dompé Holdings e vice presidente del business developement Dompé negl Usa, ad Antonella Santuccione Chada, medico e neuroscienziata, Ceo Women’s Brain Project (WBP) e capo delle relazioni per Alzheimer’s Biogen e a Sabrina Prioli, cooperante internazionale e professional life coach, vittima di una storia di violenza in Sud Sudan.

All’evento erano presenti, tra gli altri, il presidente della Onlus Antonio Padovani, Gianni Padovani; la giornalista e scrittrice Monica Pelliccione, che ha moderato l’incontro; il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio; l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì; il vice sindaco dell’Aquila, Raffaele Daniele; i consiglieri regionali Pierpaolo Pietrucci e Americo Di Benedetto; l’imprenditrice Antonella Ballone, presidente della Camera di Commercio Gran Sasso d’Italia; il prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco. Tra gli ospiti anche il giudice del Tribunale dell’Aquila, Marco Billi; la presidente della Commissione Pari opportunità dell’Ordine degli avvocati, Clorinda Delli Paoli; il primario del reparto di Rianimazione dell’ospedale San Salvatore Franco Marinangeli; il direttore della Cna provincia dell’Aquila; La presidente dei Giovani industriali, Laura Tinari; il presidente dell’Accademia di Belle Arti L’Aquila, Rinaldo Tordera; il direttore di Confindustria provincia L’Aquila, Francesco De Bartolomeis; la presidente Confcommercio Chieti, Marisa Tiberio; Anna Rita Cioni, Confcommercio L’Aquila; il sindaco di Barisciano, Fabrizio D’Alessandro; il comandante provinciale della Guardia di Finanza, colonnello Gabriele Nastasi; il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Nazareno Santantonio; il commissario capo della Polizia di Stato Pieremidio Bianchi, le autorità civili e militari, rappresentanti del mondo politico, istituzionale ed economico abruzzese e del comparto sanitario.

“Siamo alla terza edizione del premio donna – ha spiegato nel corso dell’incontro Gianni Padovani – Un riconoscimento per quelle donne, legate al nostro territorio, che si sono contraddistinte nel corso dell’anno, specialmente nell’ultimo, particolarmente difficile. Il nostro intento è quello di fare in modo che alle donne venga riconosciuto il loro valore, il giusto rispetto. Eventi come questo servono a dimostrare, se ancora ce ne fosse bisogno, che le donne sono dotate di una determinazione fuori dal comune, che non può esistere distinzione o discriminazione, ciò che conta è il ‘cervello’. Noi non vogliamo far altro che trasmettere quei valori che mio padre Antonio ha trasmesso a noi. E proprio per questo, il premio è andato a tre donne che si sono distinte in questa delicata fase pandemica”.

Come ha spiegato la giornalista e scrittrice Monica Pelliccione, “il progetto ‘Premio Donna’ della onlus Antonio Padovani nasce di pari passo con il libro ‘Storie di donne’, per lanciare un messaggio importante che è quello di una condizione paritaria tra uomo e donna, di una non violenza sulle donne, che non è soltanto fisica ma spesso anche subdola e nascosta. È stata una serata magnifica per il messaggio trasmesso dal premio, per le tante autorità intervenute, per il simbolo che rappresenta questo libro. Il rispetto per le donne deve essere alla base della formazione. Le donne premiate sono un grande esempio di forza interiore”.

Antonella Santuccione Chada, neuroscienziata, ha parlato del coraggio degli “eroi” della gestione dell’emergenza anche in Abruzzo: “Eroi lo siamo stati tutti, chi ha dovuto decidere per il bene della collettività a maggior ragione. Ritrovarsi a prendere decisioni in un momento così delicato non è semplice. Quando si è cominciata a diffondere la notizia del covid avevo già una persona del mio team, del Women’s Brain Project, che era in Cina nel periodo pre natalizio e avevo in anteprima tutte le informazioni che sono iniziate ad arrivare tramite le vie ufficiali. Quando poi si è capito che la pandemia sarebbe arrivata anche in Europa è stato istintivo mettere a disposizione le mie competenze per aiutare il mio territorio, il mio Paese. Ho semplicemente messo a servizio della comunità la mia conoscenza, non ho fatto niente di speciale, ho fatto metà del mio dovere, per citare mio padre”.

Sabrina Prioli, dopo la sua terribile esperienza in Sud Sudan, ha lanciato un appello alle istituzioni, mentre è ancora in corso una complicata battaglia: “una battaglia per la giustizia e riparazione – così l’ha definita – Perché noi sopravvissute alla violenza sessuale dobbiamo far fronte a delle ingiustizie, perché non c’è soltanto il momento della violenza. Dopo vengono il silenzio, l’indifferenza. Le vittime diventano colpevoli. Io mi sto battendo dal 2016 perché ho diritto aduna riparazione: ho perso il lavoro, ho perso per anni fiducia in me stessa, ho subito torture, problemi fisici e psicologici, mi sono dovuta ricostruire una vita. Ho quindi diritto ad una riparazione: l’appello è affinché noi donne, vittime di violenza sessuale, non dobbiamo ricevere ulteriori violenze per ottenere questa giustizia”.

Annaletizia Baccante, che ha ritirato il premio per Nathalie Dompé – che si trova negli Stati Uniti, alla seconda gravidanza – lo ha definito “un segno tangibile del riconoscimento alla dottoressa Dompé in quanto manager e imprenditrice illuminata e anche un riconoscimento che Dompé ha su questo territorio. La situazione pandemica è tra l’altro particolarmente difficile e l’azienda si è impegnata per far fronte a tutte le difficoltà continuare a produrre e garantire non solo l’occupazione sul territorio ma anche la continuità terapeutica verso i pazienti di tutto il mondo”.

Per il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, “nei momenti di crisi, come quello della pandemia, i soggetti fragili sono quelli che subiscono di più. Le donne, purtroppo, ancora oggi, sono soggetti fragili, in quanto meno tutelate in tanti settori. A livello regionale abbiamo cercato di potenziare il settore dei servizi sociali per aiutare le famiglie all’interno delle quali sono quasi sempre le donne che recitano il ruolo da protagoniste. Abbiamo cercato di lavorare su una maggiore equità per la distribuzione del carico delle responsabilità, lo abbiamo fatto cercando anche di risollevare alcune realtà del settore sociale, come le nostre aziende per i servizi alla persona, alcune delle quali erano in grosse difficoltà. Certo – ha osservato -, c’è ancora molto da fare”.

Ha parlato di un anno complicato anche l’assessore regionale alla Salute”, Nicoletta  Verì, che ha ripercorso gli attimi più significativi dell’emergenza sanitaria: “Abbiamo rievocato quelle che sono state le esperienze di un anno importante, che ha visto tutta l’umanità in trincea, ma soprattutto coloro che hanno dovuto gestire questa emergenza, come noi in Abruzzo, senza grandi possibilità. Venivamo da un commissariamento, da tagli ed enormi difficoltà, ma abbiamo avviato una programmazione e una gestione delle risorse. Ho ricordato il momento in cui è stato dichiarato il primo positivo nella nostra regione: erano le 3 di notte e ci siamo trovati a registrarlo con un pezzo di carta e una penna, per poi avviare una presa in carico di un paziente complesso col timore di non potercela fare. Nel corso della premiazione è emerso proprio il fattore difficoltà in quest’anno, specialmente per le donne, spesso impegnate in prima linea attraverso professioni importanti, grandi professioniste che sono riuscite a dare il loro fondamentale contributo”.

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