L’AQUILA: PROF BONANNO, 40 ANNI D’INGLESE ”I CORSI, LA SCUOLA E DANIELE SILVESTRI…”

Autore dell'articolo: Loredana Lombardo

11 Novembre 2016 07:45

L’AQUILA –  “Erano i primi anni che organizzavo le vacanze studio all’estero con la Master Studio e mi sono imbattuto in un simpatico studente, venuto con il nostro gruppo, che suonava sempre la chitarra e cantava, si chiama Daniele, anni dopo, quel ragazzo è diventato Daniele Silvestri, noto cantautore italiano”.

Racconta ad AbruzzoWeb uno dei tanti aneddoti sui suoi ragazzi, Vincenzo Bonanno, storico docente di lingua inglese del liceo classico “Cotugno” del capoluogo, oggi in pensione.

Un professore non ordinario, elegante come un lord inglese, dallo spirito e la battuta sempre pronta, ricordato da tanti studenti aquilani non come un noioso insegnante nozionistico, ma come uno che ha cercato di appassionare i ragazzi alla sua materia, affiancando ai libri, racconti presi dalla vita di tutti i giorni, barzellette e esperienze all'estero per mettere in pratica quanto imparato.

Attualmente insegna presso la facoltà di Scienze motorie, sempre con un suo stile inconfondibile, cercando di far approcciare alla materia con un pizzico di allegria.

Risale invece a circa 30 anni fa, l’apertura sempre all'Aquila della prima scuola di inglese, una scuola a oggi molto operativa, il British Institute, con cui tuttora organizza anche corsi estivi in Inghilterra per ragazzini e adulti.

“Qui a scuola vengono bambini dai 3 anni, che approcciano all’inglese in maniera leggera, e poi abbiamo tutta una serie di corsi, per ogni fascia di età – spiega – è interessante notare come, a oggi, sia aumentata per esempio la percentuale di iscritti figli di genitori stranieri: hanno compreso quanto sia importante questa lingua per il proprio presente ma, soprattutto, per il futuro”.

Un presente, quello odierno, fatto di tanti giovani che cercano proprio all'estero la propria fortuna e conoscere bene una o più lingue è diventato fondamentale. “L’inglese apre tantissime porte ed è di uso comune nel linguaggio di tutti i gironi – ricorda Bonanno – dal computer passando per la moderna tecnologia”.





Il terremoto del 6 aprile 2009 non li ha fermati: la sede storica in centro è inagibile, ma appena qualche mese dopo il British Institute è tornato di nuovo operativo lungo la Ss 80, sopra il supermercato Pam.

E ai corsi, da qualche anno, sono affiancate anche attività estive per i più piccoli: “mens sana in corpore sano, è importantissimo studiare, ma anche fare movimento – spiega Bonanno – per questo abbiamo pensato a una Summer school. I ragazzi possono scegliere tra una settimana in montagna o al mare dove, allo studio dell’inglese, viene abbinata l’attività fisica praticando tanti sport”.

In quarant'anni di insegnamento di studenti il prof ne ha visti davvero tanti e con un certo orgoglio ricorda qualcuno che di strada ne ha fatta. “Oggi incontro a scuola – racconta con orgoglio – i figli dei miei alunni di allora, tanti mi salutano quando mi incontrano, con qualcuno ho rapporti telefonici, la passione per le lingue ha portato per esempio, un mio alunno del liceo, Stefano Evangelista, ad approdare ad Oxford, dove insegna letteratura vittoriana”.

Quando lui ha iniziato a insegnare, nel 1971, l’inglese era una materia tenuta in poca considerazione, al pari dell’educazione fisica e di religione: negli anni a venire, per fortuna, si è compresa l’importanza e sono aumentate le ore di insegnamento.

Bonanno è soddisfatto dell'andamento della sua scuola che, con profitto, ogni anno, registra tante presenze: “Abbiamo tanti iscritti, anche le vacanze studio, cominciate nel 1974 nel Galles come un esperimento, vanno avanti, una leggera contrattura l'abbiamo registrata solo nel 2015, a causa della paura degli attacchi terroristici”.

La definisce un'esperienza formativa in conclusione “per il ragazzo, che per un paio di settimane si stacca dal nido familiare e, con le sue gambe, affronta il mondo, un viaggio in aereo ma soprattutto, parlando un'altra lingua, getta  le basi per un futuro sicuramente migliore”.

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