L’AQUILA: PROGETTO CASE, “COMUNE PERDE ALTRO RICORSO PER ESCLUSIONE DISCRIMINATORIA”

23 Settembre 2020 14:40

L’AQUILA  -“Lo sancisce, ancora una volta, un’ordinanza del Tribunale dell’Aquila del 14 agosto scorso, relativamente all’esclusione di una famiglia dall’assegnazione di un alloggio del Progetto Case, in ragione del titolo di soggiorno di uno dei componenti”.

Ad affermarlo, in una nota, è il gruppo consiliare di Coalizione sociale.

“In sostanza per i cittadini stranieri il bando prevede il possesso del cosiddetto permesso di soggiorno di lungo periodo per tutti i componenti maggiorenni del nucleo familiare – si legge nella nota -. Il risultato di tanta ottusità è stata la negazione di un alloggio a una famiglia composta da una cittadina italiana, un cittadino straniero e due minori, poiché non è stato riconosciuto come titolo valido la carta di soggiorno per motivi familiari, carta ‘che di per sé non ha scadenza’ ricorda il Giudice. Una grottesca assurdità, che non può che avere alla base motivi legati alla discriminazione razziale.”

“Grazie alla perseveranza della famiglia esclusa e all’impegno dell’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) che ha sostenuto il ricorso, questo ennesimo abuso è venuto a galla. E, come noto, non è la prima volta che il Comune dell’Aquila fa una figuraccia del genere: ad aprile scorso con la vicenda dei buoni alimentari in pieno lockdown, era stato il TAR ad evidenziare i criteri discriminatori del bando, portando ancora la giunta Biondi a far parlare (male) di sé sulle cronache nazionali. Ora un’altra prevedibile batosta”.





“Nonostante l’evidenza del dispositivo del Tribunale, però, il Comune non ha ancora assegnato alla famiglia ricorrente un alloggio. Su nostra richiesta, se ne parlerà venerdì in quinta commissione”.

“Chiediamo ovviamente l’immediata assegnazione di un alloggio alla famiglia  in questione e a tutti i nuclei che si trovano nella medesima condizione, anche per non esporre il Comune a nuovi ricorsi e quindi generare un danno economico. Ci piacerebbe inoltre che i dirigenti che continuano a firmare e avallare atti palesemente illegittimi ne pagassero le conseguenze”.

“Ma chiediamo soprattutto che vengano rivisti una buona volta tutti i criteri discriminatori, escludenti e illegittimi su cui l’amministrazione Biondi ha fondato ideologicamente le proprie politiche sociali e in particolare abitative, ivi compresa l’individuazione di aree meno pregiate, tipicamente le frazioni meno servite, in cui confinare i nuclei più fragili. Politiche che, tra l’altro, a dispetto dei proclami, si sono rivelate fallimentari anche dal punto di vista economico, visto che continuano ad essere centinaia gli alloggi sfitti e abbandonati perciò al degrado, a fronte di richiedenti esclusi in maniera discriminatoria e illogica”.

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