L’AQUILA: RIAPRE PALAZZO PICA ALFIERI, FESTA E MOSTRA PER UN GIOIELLO CHE RISPLENDE DOPO IL SISMA DEL 2009

Autore dell'articolo: Loredana Lombardo

30 Settembre 2018 00:37

L’AQUILA – Un altro pezzo di storia torna a nuova vita nel cuore dell’Aquila: si tratta di Palazzo Pica Alfieri, su piazza Santa Margherita, riportato al suo antico splendore dopo l’intervento di restauro seguito ai gravi danni causati dalla furia distruttiva del sisma del 6 aprile 2009.

La riconsegna dello storico Palazzo è stata festeggiata nel pomeriggio con un evento inaugurale mondano impreziosito per l’occasione da una mostra “Antologica” che celebra i 10 anni dell’artista aquilano di fama internazionale Vincenzo Bonanni, che sarà aperta al pubblico fino al 4 novembre in alcune sale della dimora.

All’inaugurazione hanno presenziato circa 300 persone.

Il clima di serenità e di speranza e anche di divertimento ha lasciato spazio a sentimenti di commozione, per “un altro tassello che torna finalmente al suo posto”, commento pressoché unanime.

In molti hanno ammirato la bellezza del Palazzo e dei suoi interni: si tratta di un edificio a tre piani risalente al XV secolo che domina con la sua facciata tutta la zona sottostante, di proprietà prima della potente famiglia Lalle Camponeschi, poi dei Colonna e dei Barberini.

Nel 1685 venne acquistato da Ludovico Alfieri per 1700 ducati, per poi prendere il nome Pica Alfieri nel 1785 grazie al matrimonio tra Eusebia Alfieri e Giannanatonio Pica, erede di un’importante famiglia aquilana, originaria di Forconia (l’attuale Fossa).

I Pica Alfieri dal 1922 sono iscritti nel libro d’oro della nobiltà italiana, alla famiglia è legato il deputato della destra storica Giuseppe Pica che nel 1863 creò la prima legge contro il brigantaggio, conosciuta appunto come legge Pica.

Gli eredi e discendenti lo hanno abitato fino al terremoto del 2009.

“Spero presto di tornare ad abitare la bella alcova dei miei genitori”, ha scritto su Facebook Fabrizio Pica Alfieri. 

Tra le autorità intervenute, il deputato del Partito democratico Stefania Pezzopane, il senatore del centrodestra, Gaetano Quagliarello, il consigliere regionale del Pd, Pierpaolo Pietrucci, l’assessore comunale alla Cultura, Sabrina Di Cosimo, in rappresentanza del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, l’assessore comunale al Bilancio, Annalisa Di Stefano, il consigliere comunale di Forza Italia, Giancarlo Della Pelle, che ha accompagnato una delegazione proveniente dal Piemonte in visita in città.






Tanti i volti noti aquilani che non hanno voluto mancare l’occasione per ammirare i sontuosi ambienti carichi di storia e ricordi, dal manager della Asl provinciale dell’Aquila, Rinaldo Tordera, l’avvocato Stefano Rossi, l’architetto Antonio Di Stefano della Soprintendenza archeologica, l’imprenditore Ettore Barattelli, ex presidente dei costruttori della provincia dell’Aquila, l’immobiliarista Sergio Adriani, don Stefano Rizzo e i proprietari della storica libreria Colacchi che fino al terremoto del 2009 si trovava al piano terra del palazzo e che sognano di tornare nella “casa” di sempre dopo il trasferimento forzato causa sisma nei locali del centro commerciale “Amiternum”.

Rilevante la storia di Palazzo Pica Alfieri: nelle sue stanze, finemente arredate e con affreschi unici e preziosi, hanno soggiornato le regine Giovanna I D’Aragona nel 1493 e Margherita d’Austria.

Ritenuto dai critici d’arte “un vero gioiello, unico in tutto l’Abruzzo” e, insieme all'adiacente Palazzo Quinzi, uno dei primi esempi di barocco aquilano con una galleria doppia e un salone di rappresentanza lungo 18 metri, alto 11 e largo 8, dove venivano effettuati balli e celebrate sontuose feste.

Danneggiato già dal terremoto del 1703, la famiglia Pica Alfieri effettuò dei lavori di ristrutturazione, ma il sisma del 2009 ha distrutto in parte la struttura e parte dell’impianto decorativo e artistico riportato alla luce dopo un certosino lavoro di restauro. 

I lavori, per un importo di 8 milioni e 306 mila euro, sono iniziati nel settembre del 2014 e sono stati portati avanti dalla impresa Aldo De Beato & C Srl.

Il progetto è firmato da Giuseppe Chiarizia, mentre gli ingegneri sono Riccardo Vetturini, Giacomo Di Marco e Antonio Borri e il dottor Ganfranco Fabretti.

“Siamo gratificati e orgogliosi del risultato. Speriamo che possa essere un altro tassello che torna al suo posto, un contributo alla conquista della quotidianità che abbiamo perso. Ho frequentato questa casa prima del terremoto e ripercorrere questi spazi recuperati così com’erano mi provoca delle belle emozioni”, è il commento di Marco del Beato ad AbruzzoWeb, procuratore generale della società. 

Tornando alla mostra, le opere di Bonanni raccontano gli ultimi due lustri della sua fortunata carriera, che lo hanno portato dopo la maturità classica conseguita all’Aquila e una laurea in Sociologia a Roma, a fare dell’arte la sua vita fino ad esporre sia in Italia sia all’estero, da Venezia a  Firenze, passando per Roma e Londra.

Nelle sue opere utilizza varie forme artistiche che vanno dal collage alla pittura, passando per la fotografia, con delle ispirazioni alla Andy Warhol.
La sua prima personale risale al 2008, l’anno dopo partecipa con alcune opere a una mostra, sempre nella Capitale, per celebrare il centenario del movimento futurista.

Dopo il terremoto del 2009 ha sostenuto vari progetti a favore della sua città.

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