L’AQUILA RINASCE CON LA PERDONANZA: BOOM DI TURISTI IN CENTRO STORICO

27 Agosto 2019 18:47

L'AQUILA – Negozi aperti, dimore storiche ricostruite con criteri antisismici e trasformate in eleganti B&B, il fermento legato alla ricostruzione.

Girando per L'Aquila è quello che i tanti turisti arrivati dall'estero e dal resto d'Italia hanno potuto scoprire nella settimana della 725esima Perdonanza Celestiniana. Un'occasione anche per i residenti di riscoprire la storia aquilana, raccontata dagli stendardi che compaiono sui palazzi del centro.

Li ha apposti l'associazione Città di persone per ricordare i quarti fondatori, Santa Giusta (in origine Quarto di San Giorgio), Santa Maria Paganica (Quarto di Santa Maria), S.Pietro a Coppito (Quarto di S.Pietro) e San Marciano (Quarto di S.Giovanni).

“Cerchiamo di far nascere il senso d'appartenenza con il progetto L'Aquila città dei quarti patrocinato dal Comune – spiega Roberta Gargano, presidente dell'associazione – Siamo un centinaio fra residenti commercianti e professionisti del centro storico. Con noi c'è il gruppo civico Jemo'nnanzi nato dopo il sisma del 2009″.




“L'obiettivo è partecipare alla ricostruzione immateriale della città, recuperando le origini e adattandoci a situazioni cambiate dopo il terremoto. Il nostro petrolio sono turismo e cultura”.

'Passate da noi, regaliamo meraviglie' è lo slogan che appare sulla pagina Facebook e sul profilo Instagram di 'Città di persone'.

“Le luci accese dei negozi rendono una città viva – osserva Gargano – L'Aquila è ora una città veramente sicura, gli edifici sono stati ricostruiti con norme antisismiche, le dimore storiche sono state ricostruite con criteri moderni, il Gran Sasso Science Institute (Gssi), grazie a studenti provenienti da tutto il mondo, è diventato un grande veicolo di promozione turistica”.

“Al momento della fondazione L'Aquila fu divisa in quarti, come le città toscane – ricordano le brochure distribuite in questi giorni – I nomi dei castelli fondatori sono elencati in 2 documenti: la tassazione dei fuochi del 1269 e il diploma di Carlo II del 1294. I nomi storici dei quarti derivano dai santi a cui furono dedicate le prime chiese capoquarto, stabilite dalle comunità più influenti. Da metà Ottocento i quarti vengono chiamati con i nomi delle chiese capoquarto”.

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