L’AQUILA: RIPARTONO NEGOZI, “BENE APERTURE MA CALO FATTURATO FINO AL 70 PER CENTO”

8 Dicembre 2020 15:35

L’AQUILA – Negozi che hanno riaperto, negozi che attendono. L’ordinanza 106/2020 del presidente dell’Abruzzo, Marco Marsilio, che ha riclassificato la regione come arancione ricevendo la diffida del governo che l’ha lasciata rossa, un po’ di confusione l’ha generata. In centro alcuni commercianti ieri mattina hanno rialzato le proprie serrande, altri no per timore e questioni di organizzazione.

“Eravamo chiusi dal 18 novembre – dice all’Agi Valeria Scamurra titolare di un negozio di abbigliamento a Villa Gioia – abbiamo riaperto con entusiasmo. Finora abbiamo dato sempre priorità alla situazione sanitaria e siamo stati completamente fermi. Da qualche giorno avevamo iniziato con le consegne a domicilio con una risposta grandissima dalle clienti, segno che la gente ha voglia di sostenere il commercio locale. Noi abbiamo aderito anche allo screening di massa, ritenendolo un atto di civiltà e buon senso. Ma ciò non significherà abbassare la guardia, avremo regole sempre più ferree in negozio”.

Più preoccupato il presidente di Conflavoro Piccole e Medie Imprese L’Aquila, Ugo Mastropietro, che, sottolineando un calo di fatturato fino al 70%, si augura la fine delle beghe politiche e un immediato avvio di lavoro per la ripresa delle aziende. “Qui c’è gente che muore di fame – dice – sono stato tra i fautori della chiusura perché metto al primo posto la salute, ma questo gioco a chi vince e chi perde che fa la politica, non mi piace. Nessuno tocchi i commercianti. Serve una visione complessiva e vanno create delle agevolazioni per accompagnare l’ennesima ripartenza, di cui noi aquilani siamo ormai diventati degli esperti dopo il terremoto”.




Danilo Mazzitti, storico commerciante di calzature, non ha mai smesso di lavorare adottando una politica di sconti notevoli che ha invogliato molto i clienti a comprare, interpretando il momento storico difficile per tutti in cui anche la tipologia di articoli venduti è cambiata, niente scarpe di lusso ma più calzature per tutti i giorni. Ha macinato chilometri per le consegne a domicilio ma ha riaccolto i primi clienti in negozio. “Sono felice – racconta – ho maturato un rapporto ancora più bello con i miei clienti aquilani. Ho scoperto che tanti mi vogliono bene, ho conosciuto nuovi clienti e la prima persona che ho servito nel giorno della riapertura non la vedevo da anni, era una cliente del vecchio negozio in centro a San Bernardino. È stato bello in questo periodo ritrovare vecchi clienti”.

Nell’incertezza nata dopo l’ordinanza e la diffida, c’è anche chi ha deciso di non riaprire come un artigiano del centro storico. “Anche un giorno di chiusura in più per noi è un danno notevole – spiega – ma non sappiamo cosa fare, c’è stata molta incertezza. Io ad esempio ho pure paura che magari un’apertura forzata possa portare a una negazione dei ristori, perché noi finora non abbiamo avuto nessun aiuto”.

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