L’AQUILA: RISTORATORI IN PIAZZA CON UNA BARA CONTRO DPCM CONTE, “E’ LA MAZZATA FINALE”, “AIUTI IN DECRETO NON BASTANO”

di Azzurra Caldi

28 Ottobre 2020 11:27

L’AQUILA – Una clessidra sulla bara arrivata con il carro funebre, pentole e padelle a terra: “questa è la morte delle attività”.

I ristoratori aquilani, questa mattina, hanno manifestato in piazza Duomo contro il nuovo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte, un’ulteriore mazzata arrivata nel mezzo della pandemia Covid con la quale è stata disposta la chiusura anticipata di bar e ristoranti e lo stop alle palestre e piscine.

Sulla scia delle proteste quotidiane, da nord a sud del Paese, in tanti hanno risposto all’appello dell’associazione Ravv, Ristoratori aquilani vs virus, anche cittadini, chiedendo chiarimenti al Governo, aiuti concreti, lamentando “di essere stati abbandonati ancora una volta”.

In piazza anche il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi.

Come spiegato dal Direttivo Ravv, “La nostra Associazione nasce come movimento apartitico e aconfessionale all’interno del quale la nostra azione è tesa esclusivamente al benessere di noi iscritti e alla salvaguardia dei nostri diritti”. Nessuna “strumentalizzazione politica”, quindi.

La situazione è critica, qualcuno teme di dover chiudere per sempre e le misure di sostegno stanziate con il Decreto Ristori, approvato ieri, “non sembrano essere sufficienti”.

I primi segnali della seconda ondata, che ha colpito particolarmente il territorio aquilano e il capoluogo, inizialmente risparmiati dal virus, si sono affacciati nelle scorse settimane, quando molte attività hanno dovuto chiudere a causa dell’impennata dei contagi che, inevitabilmente, ha coinvolto dipendenti e clienti.

Ha spiegato Marco Gramenzi, titolare del Monthy’s pub e la pizzeria La vita è bella: “Abbiamo chiuso a scopo preventivo subito dopo l’accertata positività di un cliente ma tra i dipendenti i tamponi sono risultati tutti negativi, se tutto va come deve riusciremo a riaprire la prossima settimana. Per il pub non sappiamo come comportarci, con la pizzeria lavoreremo prevalentemente da asporto, sempre che si riesca a lavorare. Purtroppo le persone, continuamente bombardate dal terrorismo dell’informazione del governo sono ormai già chiuse in casa”.




“Abbiamo adeguato il locale alle norme, non è bastato. Ora siamo aperti solo due ore al giorno, dalle 16 alle 18. Non gira un’anima, è la morte per i locali che vivono solo di sera”, ha commentato Andrea Ventruto, dell’Irish pub.

“Anticipiamo le critiche di chi ci accuserà di speculare sulla morte, la morte non è solo fisica, c’è anche quella della dignità. La morte dell’anima, questo rappresenta questa bara”, ha aggiunto un’altra imprenditrice.

A fornire la bara la famiglia Taffo, nota azienda di pompe funebri aquilana, a sostegno dei piccoli imprenditori aquilani: “Anche se sembra fuori contesto la nostra presenza, questa situazione sappiamo che si ripercuoterà inevitabilmente su tutte le categorie”, ha commentato un loro collaboratore.

Tra i manifestanti anche cittadini aquilani: “hanno trasformato la disperazione in una lotta di diritti tra chi è garantito e chi non sa di che morte deve morire. Ci hanno messo l’uno contro l’altro ma noi non ci caschiamo. Per questo oggi anche noi siamo in piazza.

Alla manifestazione anche il primo cittadino, Pierluigi Biondi: “Avevo chiesto al Ministero dello Sviluppo Economico di reperire, tra le economie di vecchi progetti nell’ambito del ReStart, dei soldi per aiutare le attività produttive. Questi soldi sono stati recuperati, ammontano a 6 milioni e mezzo di euro, ho fatto una battaglia molto lunga e finalmente sono stati programmati. È pronto un decreto, dai primi di agosto, ho scritto ripetutamente al Governo, l’ultima volta l’ho chiesto a Conte nel corso di una videoconferenza e mi ha assicurato che questo decreto andrà alla prossima seduta del Cipe, che dovrebbe esserci a fine novembre. Io vigilerò affinché questo decreto vada in Cipe ma questi soldi non saranno immediati. Andrà approvato il decreto con l’avviso, andrà pubblicato in Gazzetta ufficiale, poi i bandi. Quindi saranno disponibili non prima di gennaio”.

E poi rivolto ai manifestanti ha detto:  “Avete fatto investimenti importanti, ridotto i tavoli, sanificato locali, so che le regole le avete rispettate. Ristoranti, bar, cinema e teatri sono i luoghi più sicuri. Ho sempre chiesto, nel corso degli incontri in Prefettura, che anche i controlli debbano avere elemento di prevenzione e non punitivo. Purtroppo, a livello governativo, non si escludono ormai ulteriori restrizioni ma è ormai evidente che la gente già non circola. L’Aquila la sera è deserta, e questo riguarda tutte le attività commerciali purtroppo, non solo il settore della ristorazione. Nel nostro piccolo abbiamo provato a fare il possibile, tariffe e occupazione del suolo pubblico le abbiamo direttamente tagliate, non sospese”, puntualizza il primo cittadino a chi chiede maggiore impegno delle istituzioni.

Biondi ha infine ribadito: “E’ vero, c’è stata impennata di contagi nelle ultime settimane, ma la gravità dei casi è ben diversa rispetto a marzo. La situazione resta comunque delicata, serve cautela e non bisogna mai abbassare la guardia. Non sono uno scienziato e non riesco a fare previsioni su possibili lockdown ma dobbiamo fare di tutto per scongiurare questa eventualità con comportamenti responsabili”.

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