L’AQUILA: ROIO FESTEGGIA SANTA MARIA DELLA CROCE, LA MADONNA VISITATA DA DUE PAPI

6 Luglio 2020 12:58

L'AQUILA – Per la prima volta dopo 11 anni dal terremoto, tornano a suonare le campane del Santuario di Roio, nell'omonima provincia aquilana. Grande emozione per la comunità roiana che ieri si è riunita numerosa per festeggiare  Santa Maria della Croce, Madonna di Roio, nell’anno in cui ricorre il 40esimo anniversario della visita di Giovanni Paolo II, oggi Santo, al Santuario a lei dedicato.

La comunità delle quattro frazioni si è ritrovata insieme dopo il lungo periodo di isolamento dovuto al Covid-19, nella celebrazione all’aperto presso il cortile delle suore Serve di Maria Riparatrici.

In occasione dell’evento religioso è stato possibile visitare anche il Santuario di Roio, scrigno di bellezze storiche ed artistiche, a seguito dell’apertura straordinaria.

Il Santuario custodisce numerose opere pittoriche, tra cui gli affreschi dell’artista Giacomo Farelli che sono considerati tra i più importanti delle sue opere in Abruzzo.

L’edificio religioso, ancora chiuso,  è in attesa del completamento dei lavori di restauro a seguito del sisma 2009, quando anche la statua della Madonna ha dovuto abbandonare la sua “casa”.

La preziosa statua lignea, risalente al 1300, il cui ritrovamento è legato ad un’antica legenda, è oggi custodita dalla Curia e attende di tornare nella sua nicchia all’interno del Santuario, dove Giovanni Paolo II si inginocchiò in preghiera durante la sua visita, il 30 agosto 1980.





La tradizione vuole che il rinvenimento della statua fu opera del pastore Felice Calcagno, originario di Lucoli, nel 1578 in un boschetto detto “Ruo” in Puglia, località dove ai lucolani appartenenti al territorio Aquilano, furono assegnati i pascoli con la ripresa della Transumanza. Il rinvenimento avvenne in una circostanza miracolosa, a seguito dello smarrimento del gregge da parte del pastorello che si rivolse alla Madonna per farglielo ritrovare. L’avvenimento indusse i pastori a portare la statua, sul dorso di un mulo, nella loro terra di origine, Lucoli. Una volta giunti a Roio, però, il mulo che trasportava la statua si inginocchiò nei pressi dell’attuale Santuario e non volle più muoversi, come ad indicare che la Madonna scelse Roio come sua dimora. Oggi è chiamata anche “Madonna della Transumanza”, per la tradizione che la lega ai pastori.

Anche un altro Papa ha voluto omaggiare il Santuario consegnando  la “Rosa d’Oro” alla Madonna di Roio, come segno di speciale distinzione che i pontefici possono attribuire ai Santuari mariani, il 28 aprile 2009 davanti a migliaia di fedeli, affidando tutti i paesi terremotati alla Sua protezione. Per questo l’ha indicata come Madonna dei Terremotati e ad Ella ha dedicato una bellissima preghiera. La giornata di ieri è stata ricca di emozioni.

Per la messa all’aperto e la visita del Santuario, sono state messe in atto tutte le  misure in materia di contenimento del contagio da Covid-19.

Molto entusiasmo anche da parte dei Roiani residenti all’estero, che hanno potuto seguire l’evento grazie alla diretta web.

“Il Comitato festa 2020 – si legge in una nota – ringrazia tutti coloro che hanno onorato la Madonna con la loro presenza e chi ha permesso la realizzazione della festa”.(g.s.)

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