L’AQUILA, SCONTRO IN MAGGIORANZA: D’ANGELO, “DRAGHI DEVE RESTARE, BIONDI NON PARLI PER CITTA'”

18 Luglio 2022 16:05

L'Aquila - Politica

L’AQUILA – La crisi di Governo e le possibili dimissioni del premier Mario Draghi accendono il dibattito e infiammano gli animi all’interno della maggioranza nel secondo Consiglio comunale dell’Aquila, che si è tenuto oggi, dopo quello che si è svolto lo scorso 4 luglio nel quale è stata presentata la nuova Giunta di centrodestra guidata dal rieletto sindaco Pierluigi Biondi.

A passare subito all’attacco, sostenendo la necessità della permanenza di Draghi alla guida dell’Esecutivo, è il consigliere di L’Aquila al centro Daniele D’Angelo, detto Parkeller, che dopo aver visto sfumare l’agognato posto in Giunta, torna a marcare quella già evidente distanza dal resto della coalizione a seguito delle dichiarazioni del primo cittadino, oggi assente, che ieri ha spiegato di non aver firmato l’appello per chiedere al presidente del Consiglio di rimanere al suo posto in quanto convinto che sarebbe meglio tornare subito al voto.

“Ieri Pierluigi Biondi non ha firmato il documento condiviso da oltre mille sindaci d’Italia per non far rassegnare le dimissioni a Draghi. Dichiarare oggi che è meglio andare a votare ad ottobre, quando ci sono in ballo la seconda e terza tranche dei fondi Pnrr e si rischia di perderli, mi sembra un ordine di partito e non il bene della città. Capisco in certi termini la scelta del sindaco ma non parlasse a nome della città ma di una parte della città”, le parole di D’Angelo nel corso del Consiglio.

Dopo l’assessorato saltato si registra così un nuovo scontro frontale da parte della formazione di centro, che fa capo al senatore Gaetano Quagliariello, eletto nel 2018 nel collegio uninominale L’Aquila-Teramo, ed è guidata da Giovanni Toti, che ha fatto sapere che “parteciperà con convinzione alle manifestazioni spontanee promosse per questo pomeriggio nelle principali città italiane e invita tutti i propri militanti e sostenitori a essere presenti”.

Posizioni ben lontane da quelle espresse da Biondi, il cui partito, FdI, è l’unico all’opposizione della variegata squadra di Governo, anche per questo ancora una volta in grave crisi, verso il voto anticipato.

Biondi a Rainews24 ha dichiarato: “In una democrazia parlamentare un governo rimane in carica fin quando non si insedia l’esecutivo successivo. Da sindaco l’auspicio è di poter contare su un governo centrale che sia solido e che abbia un programma chiaro e non ci costringa ad assistere a balletti come quello di questi giorni: di fronte a tante incertezze, meglio tornare subito al voto. Non ho firmato l’appello per chiedere al premier Draghi di rimanere al suo posto e non condivido il metodo e lo stile di questa iniziativa”.

“Un Sindaco rappresenta tutta la comunità oltre che una coalizione. Non sta a me giudicare altri primi cittadini ma penso che ci siano problemi molto gravi ed è troppo semplicistico ridurre la crisi attuale su cosa dice questo o quell’esponente politico. Il sottoscritto, come molti altri sindaci, entro il 31 luglio dovrà approvare una variazione di bilancio e solo per il Comune dell’Aquila l’aumento dei costi legati al caro energia vale una cifra di circa 5 milioni di euro: ciò significa che a settembre avremo problemi per il carburante del trasporto pubblico locale o il riscaldamento nelle scuole e negli alloggi del progetto Case realizzati nel post sisma”.

“Rispetto alle dichiarazioni rese dal primo cittadino di Pesaro e coordinatore dei sindaci Pd, Matteo Ricci, Biondi ha aggiunto: “Lo zelo che lo stato maggiore del Pd e i suoi sindaci stanno mettendo nel chiedere al presidente del Consiglio di rimanere al suo posto va ben oltre la figura, pur autorevole, di Draghi e sottintende un maldestro tentativo per prendere tempo visto il fragoroso fallimento del cosiddetto ‘campo largo’ dell’alleanza con il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte”.

Al di là degli attriti all’interno della coalizione di centrodestra, di quel “Modello L’Aquila” che in prima battuta ha rappresentato un esempio di un’unità dopo la schiacciante vittoria al primo turno alle elezioni dello scorso 12 giugno, il primo punto all’ordine del giorno è stato la convalida della nomina del consigliere Elia Serpetti, capogruppo del Passo Possibile, subentrato dopo la rinuncia di Americo Di Benedetto, candidato a sindaco civico arrivato secondo, superando la candidata di centrosinistra Stefania Pezzopane.

Secondo punto all’ordine del giorno l’elezione del presidente del Collegio di revisione dei conti: ad essere eletto è stato Angelo D’Emedio, con 17 voti favorevoli. Subito dopo la conferenza dei capigruppo, che si è svolta a porte chiuse per la spartizione delle commissioni. Ancora attesi gli esiti.

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