L’AQUILA: SINDACO BIONDI VUOLE ANDARE A ROMA, NEL CENTRODESTRA CERCASI CANDIDATO, FI SUGLI SCUDI

COMUNALI 2022: PRIMO CITTADINO AMBISCE A PARLAMENTO E PRENDE TEMPO, VICESINDACO DANIELE, ''SOLO VOCI, E' LUI IN CORSA PER RAPPRESENTARE CENTRODESTRA E BUONA AMMINISTRAZIONE"

di Filippo Tronca

23 Giugno 2021 07:45

L’AQUILA – Non attende Godot come l’Estragone nell’immortale dramma di Samuel Beckett, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ma più semplicemente prende tempo, visto che piuttosto che ricandidarsi per il Comune nella primavera del 2022,  il suo vero obiettivo sarebbe quello di staccare un biglietto per Roma, e se si andrà a votare per il Parlamento nel 2023, farlo da sindaco in carica complicherebbe le cose.

Un indecisionismo quello del primo cittadino di Fratelli d’Italia, che ipoteca le scelte del centrodestra, in una maggioranza dove si apre una nuova crepa questa volta da parte di Forza Italia, capitanata dal capogruppo Giorgio De Matteis, proprio ora che Biondi in qualche modo era riuscito a ricucire con la Lega.

C’è invece chi assicura, come il vice sindaco Raffaele Daniele ad una intervista ad Abruzzoweb, che “il candidato sindaco è e resta Biondi, e il resto sono chiacchiere”.

Non è un mistero che il 46enne Biondi punti ad una candidatura nel partito della sua amica di vecchia data Giorgia Meloni, per di più in forte ascesa nei sondaggi. Del resto dopo la clamorosa vittoria al secondo turno alle comunali del 2017 contro il candidato del centro sinistra Americo Di Benedetto, la consiliatura è stata per lui lastricata di conflitti e lotte intestine che lo hanno logorato.

Una strategia che rende però problematica una sua seconda candidatura a primo cittadino della città. Dovesse farlo, e se fosse per giunta rieletto, questo il nodo della questione, a quel punto, se si andrà a votare nel 2023, a scadenza naturale del governo delle larghe intese di Mario Draghi, come altamente probabile, Biondi sarebbe costretto a dimettersi dopo appena un anno, e si dovrebbe tornare ad elezioni anche a L’Aquila. Una ipotesi comprensibilmente inaccettabile per il centrodestra. Non ci sarebbero problemi invece se Draghi sarà eletto presidente della Repubblica, con fine della legislatura a primavera 2022, ed elezioni politiche concomitanti con quelle comunali dell’Aquila.

In ogni caso, nella maggioranza in molti stanno facendo pressione sul sindaco, per indurlo a riporre nel cassetto i suoi sogni romani, e a ricandidarsi, con il non peregrino argomento che in caso contrario si attesterebbe il fallimento dell’amministrazione.

Ma Biondi fa resistenza, e vorrebbe candidarsi tutt’al più da semplice consigliere, con le valige pronte per il parlamento. Sensibile però alla tetragona argomentazione di parte importante della sua maggioranza, cerca un nome spendibile che dia il segno di continuità amministrativa, e che lo liberi dal rischio di dover indossare per altri 5 anni la fascia tricolore, vista ora come una zavorra per la sua carriera politica in ascesa.

Assicurano i bene informati che è stata così già offerta una candidatura a sindaco a Guido Liris, assessore regionale a Bilancio e Personale di Fratelli d’Italia, arrivato in Regione con una valanga di voti dimettendosi da vice sindaco dell’Aquila, dove era stato eletto con Biondi. Liris però ha declinato l’invito. C’è chi insinua che la resistenza ha una natura economica: tornare al Comune, anche come primo cittadino, varrebbe per Liris uno stipendio ben più magro rispetto a quello che si prende in Regione, 3.800 euro al mese contro 12 mila euro.

Non è però detta l’ultima, e la considerazione economica non è certo l’unica che pesa nelle scelte di un politico, checché se ne dica, c’è anche quella di appartenenza territoriale, e motivazione personale.

Più solida l’ipotesi che dietro al no di Liris, ci sia il fatto non secondario che anche lui legittimamente miri ad un posto in Parlamento, come pure il segretario regionale del partito, Etel Sigismondi.

Circolano poi come possibili candidati i nomi di Carla Mannetti, assessore comunale alla Mobilità, anche lei di Fdi e il citato vicesindaco, in quota Biondi, Raffaele Daniele. Entrambi come si vede nel segno della continuità, essendo tra i principali protagonisti della consiliatura.

Daniele però smentisce e osserva che “in questi casi i nomi che vengono tirati in ballo per primi non sono quelli veri candidati”, e ribadisce che “il candidato del centrodestra non può che essere Biondi, un amministratore capace, alla guida di un centrodestra che può esibire importanti risultati ottenuti”.

C’è poi un’altra ipotesi a cui lavorerebbe Biondi: cedere il passo alla Lega, con cui pure ha battagliato a lungo, arrivando a revocare, a seguito di un durissimo attacco del capogruppo Francesco De Santis la delega ai tre assessori salviniani  Daniele Ferella (Urbanistica), Fabrizio Taranta (Ambiente, Rifiuti e Protezione civile) e Fabrizia Aquilio (Turismo), per poi restituirgliele dopo un lungo e non facile percorso di riappacificazione.

E si sta dunque cercando un nome, non troppo legato al partito, di alto profilo ed espressione della società civile.

Strategie che però fanno i conti senza l’oste, ovvero senza De Matteis, un passato da post democristiano, ex presidente vicario del Consiglio regionale, candidato sindaco sconfitto nel 2012 da Massimo Cialente, passato poi a Fdi, per breve tempo, e infine a Fi, riuscendo con abilità a risollevare un partito a L’Aquila ridotto ai minimi termini, facendo crescere il gruppo in consiglio fino a 5 consiglieri, ora scesi a quattro.

De Matteis non ci sta certo a recitare il ruolo di spettatore e non perde oramai occasione di scagliarsi contro Biondi e contro Mannetti, questi ultima non a caso una delle papabili candidate sindaco, schierandosi a spada tratta al fianco dei residenti del centro storico che nella loro crociata contro la movida presunta “violenta” vogliono chiusure anticipate dei locali, come avvenuto a Pescara e Avezzano, e che sono contrari all’istituzione dell’isola pedonale. In dissonanza con il resto della maggioranza che ha scelto invece su questi temi cruciali, la via del dialogo e della collaborazione con i gestori dei locali, che rappresentato una fetta non secondaria dell’economia cittadina.

La scorsa settimana, innanzitutto, De Matteis, ospite nella trasmissione di Polis su laQtv, ha detto chiaro e tondo: “Non so cosa accadrà tra un anno, gli orizzonti della politica attuale sono brevissimi. Dipenderà anche dal futuro del governo: se il premier Draghi dovesse essere eletto Presidente della Repubblica si andrebbe al voto per le politiche contestualmente con le amministrative all’Aquila e ciò innescherebbe meccanismi difficili da prevedere. Altro discorso se si dovesse arrivare a scadenza naturale di legislatura, nel 2023. L’unica cosa che posso dire è che chi vuole fare il sindaco della città deve dirlo oggi e non un mese prima delle elezioni”.

Una bordata considerevole al sindaco Biondi e al suo attendismo.

A seguire attacchi ripetuti all’assessore Mannetti, con De Matteis che ha ironizzato contro le “collinette volanti”, ovvero gli  attraversamenti pedonali, con strisce pedonali rialzate rispetto al livello stradale realizzate sulla statale 80 e sulla statale 17. E ancora contro “la cervellotica e incomprensibile segnaletica dedicata alle biciclette, da lei definita rete di mobilità ciclistica d’emergenza”, realizzate in molte strade del centro e dell’immediata periferia. Entrambi interventi di competenza di Mannetti.

Ma soprattutto Forza Italia ha abbandonato l’aula del Consiglio al momento dell’approvazione dello schema d’accordo con l’Ater per la permuta delle abitazioni ex Incis di Porta Leoni, dove saranno realizzati parcheggi.

Non tutti hanno seguito la linea dettata da De Matteis:  il presidente del Consiglio, Roberto Tinari è rimasto in aula, come pure il  consigliere Marcello Dundee che ha dopo poche ore annunciato l’addio agli azzurri e l’adesione al gruppo ‘Cambiamo’, il partito fondato da Giovanni Toti e dal senatore Gaetano Quagliariello. Insomma, l’appello del leader maximo di Forza Italia, Silvio Berlusconi per l’unità del centrodestra, all’Aquila è caduto nel vuoto prima ancora che fosse stato lanciato.

Commenti da Facebook

RIPRODUZIONE RISERVATA
    Articolo

    Ti potrebbe interessare: