L’AQUILA: SPECIALE TERREMOTO, 4^ ANNO CINQUE STORIE TRA DOLORE E SPERANZA

5 Aprile 2013 08:02

L’AQUILA – Una storia che contiene tante storie, quella del terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009, che quest’anno tocca l’anniversario numero quattro.

Una ricorrenza triste e dolorosa che AbruzzoWeb ha deciso di celebrare con uno speciale, come nel 2011, come dodici mesi fa e come accadrà ancora in futuro, per non smarrire la memoria e non perdere la speranza, nonostante tutto.

Nonostante le polemiche, nonostante le difficoltà, nonostante i guai di una città e di un territorio che, mano a mano che il ricordo di quei tristi istanti si fa più sbiadito nell’opinione pubblica, si sente ogni giorno più sola.

Un percorso, sul modello dei precedenti, raccontato dai diretti protagonisti, quasi fossero episodi di un’unica, tremenda, sceneggiatura scritta dal destino sulla pelle di migliaia di persone: cinque vicende diversissime nel loro genere e nei loro esiti, a cavallo tra sofferenza e fiducia, e forse proprio per queste significative per descrivere il caledoiscopio dei sentimenti che solo chi li ha vissuti può provare.

La difficoltà maggiore è stata trovare storie che non siano già state narrate, esplorate, scavate, ripetute all’infinito, e il rischio, sempre in agguato, è quello di scivolare sulla retorica.

Con questo speciale, invece, AbruzzoWeb vuole innanzitutto tenere accesa la luce su una comunità che non si sente vinta e onorare le morti lasciate sul campo dalla “bestia” alle 3.32 di quella notte.

Abbiamo sentito Renza Bucci, che il 6 aprile ha perso la figlia, il genero, il loro figlioletto e la sorellina che stava per nascere, Giorgia, la “vittima numero 309” del sisma.

Per una vita che non è mai sbocciata, un’altra che proprio nelle stesse ore stava per aprire gli occhi: gli occhi di Matteo Tresca, portato in grembo da Marilena, costretta a fuggire in fretta e in furia dal San Salvatore, l’ospedale della sua città, per andare a partorire a Rieti, lontano dalle crepe sui muri ma non da quelle sul cuore.

Chi da quelle crepe è sfuggito per miracolo è il piemontese Domenico Pupillo, all’epoca giovane difensore in forza all’Aquila calcio, uscito indenne dal crollo del Convitto nazionale, dove dormiva al termine delle sue giornate passate tra libri, allenamenti e partite.

C’è poi Franco Vergazzoli, “zio Franco” per tutti, il volontario toscano arrivato la sera dopo per iniziare a montare la tendopoli nel campo sportivo di Acquasanta, dove il silenzio rimbombava prepotente.

Infine c’è la vicenda di Pasqualina, la cagnolina che era arrivata nel capoluogo in compagnia dei suoi padroni, una coppia di Roma, ritrovata viva dopo una settimana, nel giorno di Pasqua, grazie all’impegno di Cristiana Graziani, una veterinaria che per tutta la durata dell’emergenza si è occupata della cura degli animali sparsi nei vari campi allestiti per accogliere gli sfollati, pur con lo strazio di aver perso il suo adorato Amadeus, schiacciato dal televisore di casa.

Storie di gente che non si arrende, che ha scelto di non mollare L’Aquila, restando qui, come nel caso di Renza, Marilena e Cristiana, o di tornare appena possibile, come “zio Franco”, o di farlo solo una volta nel post-sisma perché ancora troppo shockato dall’esperienza, come Domenico.






Esistenze cementate dall’amore per una terra che non si può odiare, nonostante tutto. (pi.bi.)

LO SPECIALE

IL TACCUINO:

GLI EVENTI DI OGGI E DI DOMANI

LE FIACCOLATE DELLE 3.32 NEL “CRATERE”

IL PUNTO:

TRA INCHIESTE E RICOSTRUZIONE AL PALO
di Berardino Santilli

LE STORIE:

RENZA BUCCI, “NONNA DI UNA BIMBA MAI NATA”
di Alberto Orsini

GLI OCCHI DI MATTEO, NATO IL 6 APRILE DA UNA MAMMA “IN FUGA”
di Elisa Marulli

DOMENICO, IL CALCIATORE IN ERBA SCAMPATO DAL CONVITTO
di Stefano Castellani

LO “ZIO FRANCO”, IL VOLONTARIO TOSCANO DELLE PRIME ORE
di Sara Ciambotti

PASQUALINA, LA CAGNOLINA TROVATA VIVA IL GIORNO DI PASQUA
di Marianna Galeota

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