TERREMOTO: I COSTI DELLA GOVERNANCE/6. L'INCHIESTA DI ABRUZZOWEB

L’AQUILA: TECNICI E CO.CO.CO., AL COMUNE COSTI DA 10 MILIONI

30 Novembre 2011 08:08

L’AQUILA – Dieci milioni di euro: a tanto ammonta la spesa del personale impiegato nell’emergenza e nella ricostruzione del Comune dell’Aquila, pagato con i fondi del decreto Abruzzo emanato all’indomani del terremoto del 2009.

Circa 230 persone, tra dipendenti co.co.co. assunti ex novo, lavoratori di Abruzzo engineering e consulenti, che varie ordinanze hanno assegnato all’organico del capoluogo per affiancare l’amministrazione e gli uffici nella fase post-terremoto.

I contratti di collaborazione coordinata e continuativa stipulati sono 43, per un costo totale di un milione e 370 mila euro, il personale con contratto di lavoro a tempo determinato, invece, è di 100 unità in tutto di cui 12 destinati al controllo del centro storico, per loro si spendono quasi 3,5 milioni.

Un discorso a parte meritano i lavoratori di Abruzzo engineering: 81 sono inquadrati nell’area Sisma e al settore Lavori pubblici, mentre quattro sono operai. Un’altra quota delle maestranze di Ae, 17 dipendenti, sono stati assegnati al Genio civile della Provincia dell’Aquila. Per quelli in carico al Comune la spesa prevista nell’ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri numero 3950, la cosiddetta “milleproroghe”, è di circa 3,8 milioni.

Una sostanziale voce di spesa è rappresentata dai costi per lo straordinario reso dal personale assunto a tempo indeterminato, quello per intenderci non legato all’emergenza, pari a 800 mila euro.





Un’altra provvidenza prevista da un’Opcm, la 3923, articolo 11, inoltre, prevede per il Comune 620 mila euro per consulenze scientifiche, tecniche e organizzative, in questo caso, probabilmente, si fa riferimento alle professionalità necessarie per la redazione del piano di ricostruzione.

Come questo personale sia dislocato nelle varie sedi che ha il Comune e quali mansioni svolga è difficile dirlo, per quelli che, però, hanno un compito sancito nelle ordinanze è necessaria una riflessione: alcuni si occupano di gestione degli alloggi del progetto C.a.s.e. e dei Map, ma arrivano continuamente lamentele di case che cadono a pezzi senza che nessuno intervenga, nonostante i solleciti degli inquilini, altri hanno ruoli che si sovrappongono a quelli attribuiti alla Struttura per la gestione dell’emergenza (Sge) che pure ha costi elevatissimi, altri ancora si sostituiscono al ruolo della Struttura tecnica di missione (Stm) che dovrebbe avere il coordinamento sulle strategie della ricostruzione.  

Cifre e numeri che fanno riflettere: una pletora di gente che non si sa che fine farà alla scadenza del 31 dicembre 2011, visto che il nuovo governo guidato da Mario Monti sembra poco attento ai problemi dell’Aquila (nel suo discorso di insediamento alle Camere neanche un cenno alla questione terremoto e al “più grande cantiere edile d’Europa”, come è stata spesso definita ottimisticamente la realtà del “cratere”) e che le casse dello Stato da tempo mostrano segni di scarsa disponibilità economica.

Sarà un’impresa ardua, quella del primo cittadino del capoluogo, Massimo Cialente, farsi confermare l’esercito dei nuovi assunti: altri posti di lavoro che verranno a mancare, altri giovani senza prospettive a spasso per la città martoriata che, magari, all’impiego fisso cominciavano a farci la bocca. Invece dovranno masticare amaro.

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