L’AQUILA: TORNA CAMPANILE SAN BERNARDINO, RICOSTRUITO QUASI TUTTO

8 Aprile 2015 08:43

L'AQUILA – Torna a dominare la Basilica di San Bernardino dell'Aquila, il campanile appena ricostruito, quasi un miracolo ricordando com'era ridotto dopo il terremoto del 6 aprile 2009, praticamente scomparso e ridotto in frammenti.

I primi rintocchi per il nuovo battesimo del rinato campanile sono arrivati nel giorno di Pasqua, lo scorso 5 aprile.

A suonare sono ancora le 5 campane originarie, salvate dal crollo e rimontate al loro posto, due delle quali risalenti al 1698 e al 1739, che torneranno “a cantare” ogni giorno dal prossimo 2 maggio, quando la Basilica sarà riaperta al pubblico.

“I rintocchi sono segno di rinascita e di gioia – afferma ad AbruzzoWeb il rettore della Basilica, padre Marco Federici – Le campane risvegliano il senso di felicità e portano con sé una serie di significati e di emozioni per ogni aquilano”.

Del campanile, gravemente danneggiato dal sisma, si è salvata solo la parete che si affaccia su piazza del Teatro, come spiega il direttore dei lavori Maurizio D’Antonio, “grazie anche all’intervento di puntellamento eseguito dai Vigili del fuoco. La parete ha subìto gravi lesioni e fuori piombo, ma i lavori hanno permesso di ricostruire il campanile così com’era prima del sisma”.

Il campanile è stato costruito nella seconda metà del XV secolo ed era più alto dell’attuale con un doppio ordine di bifore e un’alta guglia che superava l’attuale cupola.

“Il terremoto del 1703 fece crollare la cella più alta e la guglia che non sono mai state ricostruite – prosegue D’Antonio – Il sisma del 2009 ha provocato il crollo della cella superstite di cui si è salvata solo la parete verso piazza del Teatro”.





La cella campanaria crollata è stata ricomposta con la ricostruzione dei tre lati murari crollati e il consolidamento e il raddrizzamento della parete superstite.

“Sono stati reimpiegati tutti i conci lapidei provenienti dal crollo che erano riutilizzabili – aggiunge – Per far questo è stato necessario un lungo lavoro di selezione e catalogazione delle pietre e il loro successivo riposizionamento nelle collocazioni originarie. Anche il comportamento del campanile è stato migliorato in caso di sisma con vari accorgimenti fra cui una struttura in acciaio alla quale le murature sono ancorate”.

Le campane torneranno a suonare ogni giorno per annunciare le celebrazioni delle messe previste alle 7 del mattino e alle 18.30 del pomeriggio nell’orario estivo e alle 17.30 in quello invernale.

La Basilica, la cui ricostruzione è costata 25 milioni di euro, riaprirà le porte al culto tra poco meno di un mese, quando le spoglie di San Bernardino rientreranno nell’edificio sacro, dopo essere state accolte nel complesso celestiniano di piazza d’Armi in questi anni.

“Le campane sono un simbolo di rinascita per tutti – prosegue padre Federici – Un invito per tutti noi a pensare in termini positivi e di speranza in  vista di un futuro che vedrà la città finalmente ricostruita”.

“Mi auguro che gli aquilani non perdere la speranza e possano superare la tristezza del tempo passato, mantenendone sempre la memoria – conclude – Dobbiamo credere che si possa ricostruire non solo le cose materiali, ma anche ma la coscienza e i valori delle nostre vite”. Marianna Galeota

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