L’AQUILA: TORNA RUFINI CON IL SUO RISTORANTE 127, ”IL MENU’? CUCINA SEMPLICE E AMORE PER LA CITTA”’

Autore dell'articolo: Loredana Lombardo

5 Gennaio 2018 11:40

L'AQUILA – Torna a casa, dopo i lavori di ristrutturazione post-terremoto 2009, lo storico ristorante aquilano 127 di Paolo Rufini, il primo in città a portare il concetto di ristorazione veloce e accessibile a tutti.

Lunedì prossimo, 8 gennaio, la riapertura nelle storiche mura in via Beato Cesidio, nelle vicinanze della caserma dei carabinieri, che hanno ospitato il locale fin dai primi anni Ottanta.

“Finalmente ce l'abbiamo fatta! – è il commento entusiasta di Paolo ad AbruzzoWeb – Il sisma ci ha piegato ma non ci ha spezzato, dandoci la forza per non fermarci mai e continuare a fare il nostro lavoro”.

Difatti, fino a giugno scorso, Paolo, insieme alla sorella Annamaria e alla nipote Daniela, ha gestito il ristorante L'Angolo rosa, all'interno dell'Hotel Amiternum.





“È stato importantissimo continuare a lavorare senza abbattersi – confessa – tenendo sempre presente la nostra tradizione, con la famiglia Quaianni (che gestisce l'albergo, ndr), si è creato un bel rapporto, 8 anni non sono pochi, specie per noi aquilani che abbiamo dovuto ricominciare da zero”.

Adesso i locali sono pronti e, dopo la pausa estiva, Paolo, Annamaria e Daniela sono pronti a tornare in cucina per preparare i piatti della tradizione che hanno visto, negli anni, riuniti nel loro locale, tanti volti noti e storici del capoluogo.

“La formula sarà sempre la stessa: sugo con agnello e castrato, cacio e pepe, carbonara e matriciana, abbacchio e tante verdure di stagione, senza dimenticare gli immancabili dolci di mia nipote Daniela, preparati sotto l'occhio attento ed esperto di mia sorella”, snocciola.

“Che cosa dire di più? – conclude Paolo – sono davvero contento di tornare 'a casa mia', dove avevo iniziato a muovere i primi passi e dove ho cominciato ad avere apprezzamenti e la fiducia dei clienti, che spero non ci abbiano dimenticato e anche se tanti degli amici di una volta non ci sono più, sono sicuro che tra queste mura ci saranno ancora tante risate, tante cose da dire e raccontare e soprattutto da mangiare”.

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